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È più bravo negli anagrammi l'uomo o il computer?
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È più bravo negli anagrammi l’uomo o il computer?

Sono appassionato di enigmistica, e ricordo che già tanti anni fa il mio amico Ennio Peres aveva affrontato più volte un computer, in gare di composizione di anagrammi, a partire da nome e cognome di alcuni dei presenti allo spettacolo. Anch’io mi sono appassionato, trascinato da Ennio, in questa specialità, e ho creato centinaia di onomanzie (così si chiamano gli anagrammi di nome e cognome), ma non nei tempi brevissimi obbligatori in una gara.

Le gare, comunque, sono sempre state vinte da Ennio che, secondo il giudizio dei presenti, aveva creato degli anagrammi migliori di quelli creati dal Motore Anagrammatico di Corrado Giustozzi. E Giustozzi è un informatico, specializzato in sicurezza e criminalità informatica, quindi abbiamo motivo di ritenere il suo anagrammatore ben competitivo. Possiamo vedere i dettagli anche cliccando qui .

In tempi recenti ho provato ad usare la tecnologia per vedere che giochi enigmistici erano in grado di creare i computer, ma ho visto sempre risultati scarsi, se paragonati a quelli che io e gli amici enigmisti creavamo con carta e penna. C’è anche una pagina Facebook, intestata l’anagramma del tuo nome, dove vengono presentati gli anagrammi dei nomi di chi ne fa richiesta, ma sono palesemente creati da un software che crea frasi sgrammaticate e prive di senso, cosa che non facciamo noi enigmisti quando ci affidiamo alla nostra mente.

La scorsa settimana mi ha interessato un servizio durante un telegiornale, dove veniva presentato il GPT, un sistema in grado di scrivere un testo su tema assegnato, e alla richiesta Scrivimi un riassunto di Pinocchio, adattandolo all’epoca moderna, appariva pian pianino un testo scorrevole.

Ho voluto anch’io provare ad utilizzare il GPT, chiedendo più volte che mi venga proposto un gioco enigmistico, oppure che mi vengano presentate due parole una l’anagramma dell’altra, ma senza risultati corretti. Continuando il dialogo con il computer, ho cercato di spiegargli come funzionano i giochi enigmistici… mi è sembrato interessato, continuava a farmi domande, ma alla fine non ce la faceva a comporre un gioco, neanche qualcosa di banale.

Come dico sempre ai ragazzi che incontro durante le mie gite in tante scuole… siamo ancora noi, con il nostro cervello, migliori dei computer.

Giorgio Dendi

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