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Palantir: potere, guerra, energia

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Palantir è la Pietra veggente di Arda, l’universo immaginario creato da J.R.R: Tolkien nella saga del Signore degli Anelli, icona dei Fratelli d’Italia. Il plurale Palantiri significa Coloro che sorvegliano da lontano. Palantir Technologies, nomen omen, è la società statunitense fondata da Peter Thiel presidente e Alexander Karp ceo che ha già accumulato miliardi di dollari di contratti federali con il secondo mandato Trump. Quindi una società estremamente attenta al profitto su fondi pubblici che ha voluto però condire i suoi obiettivi finanziari con un manifesto ideologico pubblicato sui propri canali ufficiali il 19 aprile di quest’anno. Sono 22 tesi tratte dal libro di Karp, intitolato The Technological Republic: Hard Power, Soft Belief, and The future of West (La repubblica tecnologica: potere duro, fede morbida e il futuro dell’Occidente). Non è il delirio di un imprenditore, è un testo scritto bene, con un apparato filosofico di buon livello (StartupItalia). È un documento che ricorda quello del 20 febbraio del 1909, quando sulla prima pagina del Figaro parigino apparve un documento firmato da un certo Filippo Tommaso Marinetti, un manifesto in 11 punti che glorificava la guerra come sola igiene del mondo e quindi il militarismo e il patriottismo come fattori di purificazione. Quel manifesto era il primo atto di una corrente culturale che avrebbe ridisegnato l’arte, la politica e che avrebbe fornito al fascismo la loro grammatica estetica.

Dal 2018 Palantir firma dei contratti con la Immigration and Customs Enforcement (ICE), l’agenzia americanadi controllo dell’immigrazione e delle dogane per 287 milioni di dollari, poi arriva un contratto di 330 milioni di sterline con il National Health Service britannico, e nel 2024 il contratto arriva con il Ministero della difesa israeliano utilizzato nella campagna di Gaza. Il manifesto è un sostegno politico al progetto tecnico militare di cui Palantir è l’avanguardia industriale, e l’elemento chiave è che l’azienda diventa un protagonista ben prezzolato dell’uso dell’Intelligenza Artificiale nelle guerre locali. È inquietante riflettere sull’evoluzione del rapporto fra tecnologia e potere, sulla portata della sorveglianza militarizzata del capitalismo. (Matteo Flora, professore di Fondamenti di sicurezza delle Intelligenze Artificiali, Bicocca)

Il manifesto di Palantir è un testo reazionario indirizzato a Trump e agli ultraconservatori statunitensi, una metamorfosi mostruosa della Silicon Valley, il passaggio a un messianismo oligarchico che vede nell’IA la nuova visione del mondo, fondato su investimenti miliardari scevri da ogni limite etico, perché ogni tentativo di regolamentazione è considerato un atto di sabotaggio contro il progresso. (Dario De Leonardis, arlovan.bsky.social). Il mondo è brutale, le alternative alla sorveglianza totale sono fantasie per deboli, ed è inevitabile il dover consegnare le chiavi della democrazia alla tecnologia. Il baricentro della Silicon Valley si sta spostando verso i software da vendere agli apparati militari, sviluppando sistemi di puntamento algoritmico, che sono stati usati contro l’Iran.

Durante l’Operazione Epic Furyy contro l’Iran il sistema Maven di Palantir, integrato con il modello Claude di Anthropic processa migliaia di immagini satellitari generando più del doppio della potenza dispiegata nell’invasione dell’Iraq nel 2003. Per Palantir il ruolo naturale dell’ingegnere americano è la difesa nazionale, una grande fonte di guadagno per l’azienda. C’è un salto di qualità che cancella il diritto internazionale umanitario, il controllo degli armamenti e la convenzione di Ginevra, la prescrizione delle tesi del Manifesto e la militarizzazione universale dei civili, il ritorno alla leva obbligatoria, l’obiettivo è rendere gli USA più letali e gli avversari più impauriti. L’Europa deve riarmarsi sotto la supervisione degli USA, per essere un pezzo della struttura imperiale americana, per resistere alla tentazione superficiale di un pluralismo vacuo e vuoto, perché l’Occidente ha un modo superiore di vivere e organizzarsi. Il capo di Palantir invita però tutti a non gioire della sconfitta degli avversari dimostrando così vistose contraddizioni nelle sue tesi di interpretazione del mondo.

I budget per la difesa statale e la sorveglianza urbana offrono spazi infiniti, invece di vendere prodotti ai cittadini siamo noi ed il nostro controllo ad essere venduti agli stati autoritari. Il Pentagono ha lanciato il progetto Replicator che punta a schierare migliaia di droni autonomi governati dall’Intelligenza Artificiale.

Il manifesto di Palantir è un documento (La Fionda, rivista online, Giuseppe Gagliano) che oltre a essere una dichiarazione ideologica su tecnologia, ruolo dominante dell’occidente e la guerra come strumento di potere, è soprattutto un inquietante anche se raffinato segnale di dominio, di sorveglianza sociale, che osserva, raccoglie, connette, interpreta, prevede e orienta. È il Grande Fratello di George Orwell: la sorveglianza permanente, la guerra continua, il linguaggio (la neolingua) come strumento di dominio, la non libertà proclamata come libertà, la dimensione distopica della realtà dello stato algoritmico. Il manifesto di Palantir considera la tecnologia parte integrante del potere statale occidentale. E la probabilità algoritmica si trasforma in pregiudizio operativo nei confronti del cittadino.

L’Intelligenza Artificiale (Torino cronaca) richiede quantità crescenti di energia per funzionare, Palantir Technologies ha annunciato una partnership strategica con la connazionale The Nuclear Company per sviluppare un software di AI in grado di progettare centrali nucleari. Il sistema operativo nucleare (NOS) è focalizzato su sviluppo e coordinamento di grandi progetti nucleari, l’accordo con Palantir si inserisce degli obiettivi di Trump di potenziare la produzione di energia nucleare. NOS è costruito sulla piattaforma Foundry di Palantir.

L’IA non sta cambiando solo la tecnologia: sta aumentando la domanda globale di energia (Dove investire). La crescita dei data center aumenta la domanda di energia che è già nell’ordine di centinaia di TWh (terawatt/ora). In base alle stime attuali si prevede che nel 2030 i data center statunitensi consumeranno l’11% dell’energia elettrica nazionale La domanda di energia finora sembrava orientata verso le fonti rinnovabili, ma il governo Trump preferisce l’energia nucleare.

 

In un recente contributo pubblicato sulla rivista scientifica Journal of Cleaner Production si evidenzia che l’addestramento dei modelli di IA abbia consumato circa 1300 MWh di elettricità durante la fase di training producendo 550 ton di CO2 equivalenti (Aspen, Osservatorio permanente sull’adozione e l’integrazione dell’Intelligenza Artificiale, Rapporto IA 2025). I data center rappresentano attualmente tra il 2 e il 4% del consumo energetico globale nei mercati di USA, Cina e Unione Europea, e spesso è di origine fossile con un forte impatto di gas serra. Un altro aspetto è la necessità di raffreddare i server consumando molta acqua e causando l’evaporazione di nove litri d’acqua per kWh di energia. Negli USA sono stati consumati 66 miliardi di litri nel 2023.

Finora in Silicon Valley non si intendeva oltrepassare il confine del suo utilizzo in guerra (L’intelligenza artificiale va al fronte, un dossier di Valori.it). L’utilizzo di IA in guerra è invece un dato di fatto: attacchi informatici, droni, software, disinformazione e deep fake sono utilizzi normali. Far funzionare le armi indipendentemente dalla gestione umana è nella norma attraverso killer robots o LAWS (Lethal autonomous weapon system, Sistemi letali automatici di armi ). Un sistema guidato dall’intelligenza artificiale impara da solo e prende decisioni al di fuori della logica umana. I sensori automatici rilevano una grande quantità di dati ovunque: terraferma, acqua, aria, nello spazio e nel cyberspazio. L’Ucraina è stata il primo banco di prova dell’uso dell’intelligenza artificiale nei conflitti, la replica si è avuta nella striscia di Gaza, in Libano e contro l’Iran. I modelli di IA usati sono Lavender e Gospel. Il primo contrassegna le persone e le inserisce in una lista di target da uccidere, il secondo contrassegna gli edifici e le strutture da distruggere. Palantir utilizza con il Pentagono il sistema Maven che individua e priorizza in tempo reale obiettivi militari, come nelle le operazioni svolte in Iran e Venezuela.

La presenza e l’influenza di Palantir Technologies stanno emergendo anche in Italia (Start Magazine, rivista online). Contatti estesi al Ministero della Difesa, al settore sanitario e manifatturiero, istituzioni pubbliche, aziende e ambienti accademici. Nell’ottobre 2023 il policlinico Agostino Gemelli ha stipulato un accordo con l’azienda, utilizza Foundry, la piattaforma per la gestione e l’elaborazione dei dati clinici, anche se pare che questo rapporto sarà interrotto alla scadenza del contratto. Secondo informazioni in ambienti istituzionali la Direzione nazionale armamenti del Ministero della Difesa avrebbe invitato Palantir a presentare proposte relative all’utilizzo della Intelligenza Artificiale nella cybersicurezza. Il partito democratico ha presentato un’interrogazione parlamentare per chiedere chiarimenti sul rapporto fra Palantir e il governo. Anche AVS ha sollevato interrogativi sui rapporti con la società americana, vero è che Teledife (Direzione Informatica, Telematica e Tecnologie) della difesa ha deliberato l’acquisizione dei sistemi hardware e software di Palantir per circa 1,5 milioni di euro.

L’ICE, la polizia anti immigrazione USA si avvale della piattaforma Elite sviluppata da Palantir che mappa casa per casa le zone urbane incrociando dati sanitari, movimenti delle persone, i cellulari degli abitanti (Franco Padella, già ricercatore in ENEA, autore indipendente, membro della Società Chimica Italiana). Scopo primario del sistema è snellire e accelerare l’identificazione, il tracciamento e la deportazione di specifici gruppi di immigrati. L’utilizzazione di Elite di Palantir è l’evoluzione distopica del potere statale nell’era digitale: le tecnologie digitali non sono neutrali: un gruppo di tecno-oligarchi sta andando alla conquista degli stati, cavalcando la spesa pubblica.

 

Lino Santoro

 

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