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Cinema e migrazioni al Trieste Film Festival

Sono tantissimi i film che negli ultimi anni hanno riportato al centro del campo visivo le vicende dei migranti in Italia. Nonostante la nostra regione sia una delle porte d’accesso all’Europa fino a non molto tempo fa le vicende delle persone in movimento erano state dimenticate.

È stata una produzione ZaLab nel 2019 a rivolgere i riflettori verso questa tematica con Dove bisogna stare di Daniele Gaglianone e Stefano Collizzolli in cui Lorena Fornasir è protagonista di uno degli episodi in cui è divisa l’opera.

Un paio di anni dopo il regista goriziano Cristian Natoli ha portato nelle sale il film The Jungle, un docufilm che racconta una esperienza di teatro sociale condotto a Gorizia dall’attrice e regista teatrale Elisa Menon.

Questo film passa nel 2022 al Trieste Film Festival, ma è nella edizione attuale che il tema della Rotta balcanica e degli ingressi in Italia diventa ancora più rappresentato.

Trieste è bella di notte e La memoria del mondo infatti in maniera diversa rappresentano la realtà dei migranti che attraversano il nostro territorio.

L’attesissimo Trieste è bella di notte è nuovamente una produzione ZaLab. Alla prima al TFF il 22 gennaio una gran numero di persone non ha potuto partecipare alla proiezione per la grande affluenza di pubblico, la stessa cosa è successa il giorno dopo a Udine.

Dopo avere parlato della Rotta mediterranea di accesso all’Italia nel suo documentario del 2009 Come un uomo sulla terra e nel film l’Ordine delle cose del 2017, il regista veneto Andrea Segre – ora insieme a Matteo Calore e Stefano Collizzolli – affronta il tema delle “riammissioni informali” in Slovenia.

La parola riammissioni è utilizzata in maniera velenosa da parte della politica per nascondere i respingimenti. Atti promossi dall’ex ministra Lamorgese ben più del suo predecessore Salvini. Le riammissioni – dichiarate illegittime dal Tribunale di Roma nel 2020 e quindi sospese – sono riprese nel dicembre scorso per decisione del nuovo ministro degli interni Piantedosi, già capogabinetto dei suoi due predecessori.

Mirko Locatelli presenta il 27 gennaio 2023 alle ore 18 il suo La memoria del mondo Trieste Film Festival. Il regista milanese di origine ora fa spesso base in regione e ci presenta questa produzione Strani film e RAI Cinema. Un film poetico e delicato su luoghi e memorie ambientato in suggestive località del Friuli.

In una scena si assiste al passaggio di persone in arrivo dalla rotta. Ad interpretare questi migranti alcuni ospiti del centro di accoglienza di Turriaco in provincia di Gorizia. La scelta di questi attori è stata del regista e della sceneggiatrice Giuditta Tarantelli che hanno conosciuto – guidando e facendosi guidare – un gruppo di giovani afghani e pakistani che hanno prestato corpo e voce a La memoria del mondo.

Il cinema quindi decide di fare i conti con una tematica scomoda e lo fa denunciando e descrivendo al di fuori della narrazione dominante. Il fenomeno migratorio incarnato da persone che ci sfilano accanto ogni giorno viene quindi reso nella sua quotidianità tragica o poetica.

La crudele cattura in dinamiche di repressione e demonizzazione viene denunciata efficacemente.

L’alterità del diverso viene riconosciuta come parte di un comune immaginario.

«È tempo di decolonizzare il nostro immaginario» ha detto Serge Latouche: il cinema può essere uno strumento fondamentale in questo senso.

Luca Meneghesso

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