Konrad
Ultimi Articoli

Dall’archivio di Konrad: Chi non paga le tasse e perché non lo fa

Tempo di Lettura 5 Minuti

Cari lettori di Konrad, era da tempo che Robin Hood non poteva accogliervi alla fine delle vacanze estive con un bell’articolo sulle tasse. Già. da quando l’egregio signor B. aveva strappato la guida del governo al perfido professor P., e il vampiro” per eccellenza, il ministro delle Tasse Vincenzo Visco era stato cacciato dal suo scranno dal munifico Tremonti, commercialista ante litteram di chi sai tu”, le tasse erano scese in picchiata, calando dal 42,3% del PIL nell’ultimo anno del governo Prodi (2008) al 43,7% del PIL nel terzo anno del governo Berlusconi. Mi dicono che il verto “calando” non è confortato dalla matematica. perché il 43,7% del PIL è superiore al 42,3%, quindi avrei dovuto scrivere “aumentando. Ciò e impossibile per definizione, perché B. aveva proclamato, per essere eletto, che non avrebbe “mai” aumentato le tasse, e mai messo le mani nelle tasche degli Italiani, che evidentemente tengono altrove i loro portafogli: ne consegue che la matematica non e una scienza esatta.

Allora il 12 agosto 2011, dopo essere precipitosamente tornati a Roma dalle meritate ferie, i ministri della Repubblica hanno approvato il D.L. 138/2011 che prevede l’introduzione immediata di una soprattassa IRPEF sui redditi superiori ai 90.000 Euro, l’aumento dal 2012 delle aliquote sulle rendite finanziarie dal 12,5% al 20% (ad esclusione degli interessi sui titoli pubblici), e la soppressione a partire dalle prossime elezioni amministrative di 54.000 posti di consigliere comunale (prevalentemente nei comuni sotto i 1000 abitanti), provinciale e regionale (occupati attualmente dai politici di serie “B” e “C”). I redditi dei parlamentari sopra 190.000 euro al’anno saranno ridotti del 10%, e quelli sopra i 150.000 Euro del 20%. Inoltre i politici saranno costretti per legge a volare in classe economica (sic!), scordandosi per qualche tempo la business class.

Dimenticavo, per aumentare il PIL e rispettare le radici cristiane della società, finalmente sono state abolite le festività nazionali non religiose avvero il 25 aprile, festa della resistenza al nazifascismo/1° maggio, festa dei lavoratori (comunisti, perbacco!) e il 2 giugno, festa della Repubblica Italiana.

Come tutti possono facilmente intuire. la falsa promessa di non aumentare le tasse agli italiani che già le pagavano è miseramente caduta davanti alla crisi dei mercati finanziari (pilotata da grandi investimenti internazionali, i fondi di investimento speculativo chiamati “hedge funds” di cui nessuna fonte di informazione parla mai), mentre la parallela promessa di perseguire gli evasori fiscali è ancora lontana dall’essere concretamente messa in atto.

Venendo quindi al titolo di questo articolo, elenchiamo chi non paga le lasse e perché lo fa: la Chiesa Cattolica italiana e il Vaticano, perché ogni edificio, albergo. pensione, ospedale, scucia di sua proprietà e per definizione un edificio di culto, quindi non partecipa al mantenimento dello Stato in cui si trova, ma solo alla miglior gloria della Chiesa.

i proprietari di immobili non destinati a propria abitazione, se non pagando l’ICI in base alle aliquote decise dai Comuni sulle rendite catastali (fasulle) decise dal Fisco. Cosi non appare strano che a Trieste le rendite catastali siano circa 5 volte più alte che a Messina o Cagliari, e a Cortina anche 20 volte più alte che a Taormina o Capri. Oppure che a Trieste TICI sia fissata al 7 per mille e a Milano al 4 per mille; i proprietari di auto di grossa cilindrata e imbarcazioni da diporto di valore elevato, perché il loro acquisto non fa scattare automaticamente l’accertamento fiscale, come accade invece per ogni azienda che chieda nel Friuli Venezia Giulia un contributo pubblico: gli esercenti di attività legate al turismo (stabilimenti balneari, agriturismi, pizzerie e gelaterie, campeggi e noleggi di ogni genere, tanto per fare qualche esempio), tanto sono tutte attività stagionali e, come si sa, anche i dipendenti dell’Agenzia delle Entrate vanno in ferie in agosto o a Natale, quindi a loro i controlli non si possono fare che a tavolino, nelle stagioni intermedie; i faccendieri legati al mando politico. perché quando le combinano troppo grosse vengono candidati al Parlamento. e allora scattano mille trabocchetti per non farli cadere nelle mani della magistratura (comunista anch’essa, perbacco!).

Le imprese e i professionisti che formiscono direttamente beni e servizi al consumatore finale, quando il comune interesse all’evasione dell’IVA porta all’accultamento dei redditi ai fini delle imposte dirette.

Se la diagnosi fosse esatta, quale potrebbe essere la soluzione, meno iniqua rispetto ala consuetudine di far pagare maggion tasse a chi già le paga e di sottrarre ai lavoratori e ai pensionati i loro diritti? Nessuno ha in mano la formula magica, ma 100.000 accertamenti fiscali immediati a carico di chi ricade nelle categorie elencate potrebbero dare la scossa da un lato, e dall’altro lato l’abolizione immediata di mille privilegi, tra i quali l’esenzione fiscale indiscriminata a tutte le attività commerciali che si nascondono sotto l’ampio mantello della Chiesa cattolica, potrebbe mettere in luce quanti sono i redditi che legalmente sfuggono alla tassazione, che rimane a carico di tutti gli altri cittadini che al fisco non possono sfuggire.

Se ci mettiamo vicino delle norme di buon senso, come ad esempio trasformare l’esenzione dall’IVA delle spese sanitarie in assoggettamento all’aliquota minima del 4%, rendendola deducibile dal reddito insieme all’IVA sulle spese di natura turistica e ricreativa, per creare un confitto di interessi tra consumatori e imprenditori che spezzi la catena dell’evasione, forse possiamo aumentare la entrate fiscali.

Resta da vedere chi è autorizzato a spendere questi soldi e a favore di chi.

Nell’antica Roma ogni carica elettiva era gratuita, e anzi chi voleva essere eletto o riconfermato nella propria carica doveva spendere di tasca propria per realizzare opere pubbliche. Oggi non si può arrivare a tanto, ma sarebbe etico che ogni politico depositasse le sue ultime 5 dichiarazioni dei redditi anteriori all’elezione, e che i compensi a lui corrisposti per la carica ottenuta non superassero il suo reddito medio precedente. Inoltre si potrebbe, senza danno, censire le proprietà mobiliari e immobiliari del candidato a una carica politica prima della nomina, e assoggettarlo automaticamente ad accertamento fiscale alla fine della carica, come facevano a Roma i Censori, che peraltro erano ex consoli. Guarda caso. la Repubblica romana con queste istituzioni si e trasformata nel’impero Romano, e dal’impero Romano Costantino ha fatto nascere la Chiesa Cattolica Romana, questa e ancora proprietaria di almeno un quinto dell’Italia ed è legalmente esentata dal pagare le lasse.

Sic transit gloria mundi!

Robin Hood

Tratto da Konrad numero 169 di settembre 2011

Related posts

Giochi enigmistici, ad esempio gli anagrammi

Giorgio Dendi

Trieste Science+Fiction Festival 2024

Riccardo Redivo

Konrad Aprile 2025

Redazione KonradOnLine