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Dentro e fuori dall’acqua – l’ambiente di marea dell’Alto Adriatico, organizzata dal fotografo naturalista e divulgatore scientifico Lorenzo Peter Castelletto.
Ambiente Arte e storia

“Dentro e fuori dall’acqua”: oltre alla macchina fotografica

Dal 24 maggio al l’11 giugno a Trieste, nella sala Trieste Città della Conoscenza all’interno della Stazione Centrale dei treni, si terrà la mostra fotografica Dentro e fuori dall’acqua – l’ambiente di marea dell’Alto Adriatico, organizzata dal fotografo naturalista e divulgatore scientifico Lorenzo Peter Castelletto.

Lorenzo Peter Castelletto, fin da piccolo ispirato dai fotografi naturalisti del National Geographic, ha da sempre sognato di poter diffondere la conoscenza legata al mondo naturale grazie alla sua arte e al semplice click di una fotocamera. Si iscrive quindi all’Accademia di Belle Arti di Venezia, dove dopo tre anni giunge alla conclusione che i suoi lavori, senza un adeguato collegamento con la natura, sono fini a sé stessi.

Decide dunque di accompagnare le sue immagini con la divulgazione, e frequenta il Master in Comunicazione della Scienza Franco Prattico presso la SISSA (Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati), che gli permette di avere le basi per addentrarsi all’interno del mondo della divulgazione scientifica. Inizia subito a collaborare con l’Area Marina Protetta (AMP) di Miramare dove attualmente lavora e parallelamente ritorna sui libri iscrivendosi al corso di STAN (Scienze e Tecnologie per l’Ambiente e la Natura) presso l’Università degli Studi di Trieste dove attualmente frequenta il terzo anno. «Voglio completare la mia formazione naturalistica» dice.

Sul perché si sia interessato all’ambiente di marea, un habitat così poco discusso e spesso lasciato in secondo piano, risponde che, proprio perché nessuno ne parla, lui si è sentito in dovere di portare alla conoscenza dei più questo ambiente, le sue caratteristiche peculiari e tutti i suoi abitanti. «È un ambiente pieno di ostacoli e in continuo cambiamento» racconta Lorenzo «dove gli animali che ci vivono hanno sviluppato dei veri e propri superpoteri! Ad esempio, la bavosa è un pesce che è in grado di sopravvivere all’asciutto anche per diverse ore e spesso la si può vedere di notte, durante maree basse eccezionali». Ma la scelta del tema non è influenzata solamente dalla sua impopolarità: tutta la zona dell’Alto Adriatico ha le maggiori escursioni di marea del Mediterraneo, non alla pari di quelle dei grandi oceani, ma comunque apprezzabili. Eppure, questo è solo il primo progetto fotografico-divulgativo che mette al centro la cosiddetta zona intertidale nel nostro paese.

Il lavoro di Lorenzo in questi anni non è stato solo quello di fotografo. È proprio quando ha scattato la prima immagine a una bavosa pavone fuori dall’acqua che ha iniziato a pensare che forse una mostra fotografica sarebbe potuta essere il giusto modo per divulgare questo ambiente. Man mano che il tempo passava le sue nozioni aumentavano e la mostra diventava qualcosa di reale. Oltre all’esposizione, infatti, Lorenzo sta sviluppando un libro con le foto da lui scattate e le informazioni raccolte, ha creato video e contenuti per le pagine social sue, di AMP Miramare e per il WWF YOUNG FVG (di cui è membro attivo) e tiene tutt’ora conferenze sull’ambiente di marea. Ma uno degli scopi finali del progetto è anche di creare qualcosa di utile per il mondo scientifico: per questo tutte le foto saranno disponibili in un sito web per la visione e per la stesura di articoli scientifici, gratuitamente con previa richiesta.

Alla domanda: «quale delle circa 90 foto è la tua preferita?» non sa rispondere con esattezza. Mi elenca invece le sue tre tematiche preferite della mostra: quella intitolata Pesce for d’acqua, che racconta la storia della bavosa pavone ed è stata quella dalla quale è nato tutto; i granchi che fanno le bolle, perché «i granchi sono fotogenici e vederli fare le bolle sembra molto divertente, ma c’è in realtà una motivazione scientifica dietro»; infine il pomodoro di mare, che libera i suoi tentacoli solo quando è sommerso. Questa è stata la foto che ha richiesto più tentativi a Lorenzo, che è dovuto andare in acqua diverse volte per riuscire finalmente a fotografarlo con i tentacoli liberi.

«Devo ringraziare anche molte persone senza la quale sarebbe stato difficile completare la mostra” mi risponde Lorenzo, quando gli chiedo se tutto il progetto fosse stato il lavoro di una persona sola. «Mi sono appoggiato a enti di ricerca per quanto riguarda l’editing delle bozze relative ai tabelloni informativi della mostra, in particolare all’OGS (Istituto Nazionale di Ocenografia e Geofisica Sperimentale), all’Area Marina Protetta di Miramare e ad alcuni ricercatori dell’Università di Trieste e dell’ARPA (Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente). Inoltre, devo ringraziare anche i miei partner tecnici RCE foto e Venus LAOWA per avermi aiutato con l’attrezzatura fotografica, e il mio media partner, Rivista della Natura».

La mostra sarà composta da una piccola introduzione sull’ambiente di marea e sulle caratteristiche dell’Alto Adriatico. Successivamente si potranno osservare le fotografie che sono suddivise in 23 temi, ognuno con il proprio pannello informativo, e da una parte dedicata al far conoscere la ricerca scientifica, per un totale di circa 90 foto. Si terrà nella sala TCC (Trieste Città della Conoscenza) dal 24 maggio fino al 11 giugno, con inaugurazione alle ore 17:00. Sarà visitabile da martedì a venerdì con entrata libera, mentre nel weekend saranno disponibili delle visite guidate gratuite dove Lorenzo e altri ragazzi del WWF YOUNG FVG presenteranno la mostra e racconteranno tutte le curiosità scientifiche di questo angolo di natura. Le visite potranno essere prenotate tramite il seguente link:

https://forms.gle/pBafwxXAJSd2KAQ47

Tra l’altro la mostra è itinerante, e sarà disponibile nei mesi successivi in altre città della regione e non solo.ti
Questo progetto è la prima occasione di conoscere al meglio le peculiarità di un ambiente così vicino alla quotidianità e allo stesso tempo così poco conosciuto. Per questo la possibilità di visitare una mostra fotografica del genere, dove arte fotografica e nozioni scientifiche si intrecciano, è un’opportunità da non perdere per chi vive nella zona.

 

Lorenzo Campaner

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