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Giovani sempre più esposti al rischio ludopatia

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Quanti genitori lasciano giocare i propri bambini con ipad o smartphone? Probabilmente tutti quelli che li possiedono senza rendersene conto che si stanno esponendo i bambini ad un rischio a diventare ludopatici. Questi i risultati dei recenti studi in materia.

Se ne sono occupati Telefono Azzurro ed Eurispes presentando, già nel 2012, un’indagine sulla condizione dell’infanzia e dell’adolescenza in Italia, dove si evidenzia che ben il 12% degli adolescenti si dichiarano giocatori. Sempre in base a questo studio si indica una correlazione al rischio in base al sesso, il genere maschile ha una maggiore propensione al gioco d’azzardo sia online che offline. Ad attrarre particolarmente i giovani sono le scommesse sportive, ma anche il poker (nella variante Texas Hold’em), gioco che è stato provato dal 32,3% dei ragazzi che, successivamente, hanno iniziato a praticare il gioco d’azzardo.

Interessante analizzare anche le motivazioni che spingono i ragazzi al gioco: secondo il 34,1% degli intervistati il motivo più rilevante è la “possibilità di vincere denaro”, seguito per il 30,9% giocano per “passare il tempo”, il 22,8% “vuole sfidare la sorte”, ed infine 12,2% gioca per “misurare le proprie capacità”. Come gli adulti, il gioco d’azzardo viene considerato pericoloso da più della metà dei ragazzini (per il 35,9% è abbastanza pericoloso e per il 21,8% molto pericoloso), mentre per il 28,2% dei minorenni è ritenuto poco pericoloso e per nulla pericoloso dal 14,1%.

Dal 2000 ad oggi si è registrato in Italia uno sviluppo esponenziale del gioco d’azzardo che garantisce oggi allo Stato entrate pari a 8 miliardi ma che comportano costi economici e sociali derivanti dalla crescita dei malati di ludopatia che solo per l’assistenza medica sono stimate in 5-6 miliardi a cui vanno aggiunte le spese indotte, che compongo un costo sociale elevatissimo e insopportabile, che spesso si concretizza con la rovina di migliaia di famiglie e numerose azioni estreme. Un’industria, quella del gioco d’azzardo, diffusa capillarmente su tutto il territorio nazionale: non solo sale da gioco ma, anche e soprattutto, le migliaia di bar e locali dove sono localizzate le famigerate “slot machines” ed i videopoker. Da non sottovalutare i giochi on line, che non riguardano più solo gli adulti, ma anche i minori. I bambini sono “naturalmente” attratti dal gioco d’azzardo fin da piccoli ed oggi hanno a disposizione strumenti che permettono loro di accedere al web, spesso senza alcun controllo da parte dei genitori.

Nel giro di pochi anni, grazie ad una mancanza di regolamentazione, l’Italia si è trasformata in un casinò a cielo aperto. Un dato che deve far riflettere i genitori è che il 50% delle “slot machines” è collocata nei bar davanti alle scuole, negli ospedali, nei centri commerciali dove anche i minori facilmente possono aver accesso. Solo recentemente, le istituzioni si stanno preoccupando del fenomeno e, quindi, definendo regolamenti relativi alla localizzazione, alla pubblicità, agli orari di apertura.

Ad oggi in Italia ci sono 800.000 ludopatici accertati (il doppio dei soggetti seguiti dai SerT italiani per dipendenza da droghe o alcol) e 2 milioni di cittadini a rischio per i quali bisogna destinare finanziamenti sia per le cure che per la prevenzione.

Sono queste le cifre più impressionanti legate la gioco d’azzardo nel nostro Paese.

Un quadro inquietante soprattutto se si considerano le pesanti ricadute socio-sanitarie derivanti dalla ludopatia, ovvero il ricorso compulsivo al gioco d’azzardo che deve essere considerato come una vera e propria dipendenza.

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