Nei giorni scorsi ha fatto notizia una frase pronunciata da Gerry Scotti durante una puntata del suo quiz La ruota della fortuna. Gerry ha annunciato che da quel giorno in avanti i concorrenti avrebbero vinto non più in gettoni d’oro, ma contanti, direttamente sul loro conto corrente.
Sospiro di sollievo da parte di tante persone, che, secondo filmati facilmente reperibili in rete, si vedevano dimezzare la propria vincita a causa di inghippi legati al premio in oro.
Tutto falso. Non sono un giurista, quindi non posso dire con precisione perché i premi venivano dati in gettoni, non lavoro in televisione, quindi non gestisco la consegna dei premi, ma sono stato un concorrente tante, tante volte, e so come funziona, anche qualcosa che sfugge a tutti, e che invece è molto importante precisare. Io, lo ripeto, citerò solo fatti vissuti personalmente e commenterò solo quelli.
Intanto penso che si possa parlare separatamente di premi legati a lotterie nazionali: quanto vinto da me a Scommettiamo che…?, in una edizione legata alla Lotteria di Capodanno, mi è arrivato regolarmente con assegno, senza alcuna trattenuta: dalla percentuale di voti arrivati sulla mia scommessa mi è stata attribuita la vincita di 7.050.000 lire: questo importo è arrivato sul mio conto corrente come d’accordo, cioè una ventina di giorni dopo la messa in onda dell’ultima puntata della serie. In questo caso, mi hanno spiegato, le tasse vengono pagate a monte, e nulla si addebita al concorrente.
Passiamo ad un altro quiz: Sette e mezzo, sempre Rai. Siamo nel 1980, e questo fu il primo programma a quiz presentato nella fascia preserale, prima del TG. In quell’occasione ho preso parte a 15 puntate, vincendo 19.500.000 lire. Come accordato nel contratto, ci sarebbe stata una ritenuta del 20%, e infatti sui documenti che mi sono arrivati con i gettoni, si dichiara un valore di 15.600.000 lire: i conti tornano. I gettoni che mi arrivano sono di 100, di 10 e di 5 grammi, per poter formare l’importo corretto. Il quantitativo di gettoni veniva stabilito in base al prezzo del giorno della registrazione della puntata (la settimana precedente alla messa in onda). Io direi che i conti tornano, poiché ho dovuto un po’ girare per negozi, ma alla fine ho trovato una persona che mi ha comprato ad un prezzo concorrenziale, spiegandomi che gli serviva materiale per il suo negozio, e gli andava bene di comprarlo anche senza guadagnarci sopra. Morale, essendo io anche un po’ opportunista, ho venduto nel momento del picco della quotazione e ci ho guadagnato rispetto alla mia vincita.
Cosa simile è successa appena un paio di anni dopo, con Superflash, presentato da Mike ai suoi esordi su Canale 5. Non ricordo l’importo vinto (nel frattempo avevo partecipato a tanti quiz minori su tv private del milanese), ma mi pare che si sia svolto tutto come atteso: se vendo al momento opportuno, non perdo il 20% della ritenuta alla fonte, ma qualcosa di meno.
Adesso parliamo dei gettoni. Tanti influencer parlano del minore valore dei gettoni rispetto alla vincita, sbottando con: “E alla fine ti accorgi che i gettoni non sono di oro puro, ma di oro solo al 750 per 1000”. È vero, ma questo a me non interessa. Tutti sappiamo che l’oro vale più dell’argento, ma per me ricevere un premio in gettoni d’oro o d’argento è la stessa cosa: in oro riceverei per esempio un etto, in argento un chilo, ma alla fine mi quotano il gettone in base al materiale. Analogamente, se dovessi ricevere 3 etti di oro puro o 4 etti di oro 750 millesimi, il quantitativo di oro puro sarebbe lo stesso, semplicemente con il 750, cioè 18 carati, la lavorazione è più semplice per chi deve confezionare le monete.
Soltanto ad un gioco a premi legato ad alcune testate di quotidiani, fra i quali il mio Il Piccolo di Trieste, anni fa, il gettone aveva titolo 917 millesimi, cioè 22 carati. Però mi veniva consegnato per 22 carati e io lo vendevo come oro 22 carati. Il gioco si chiamava Riccardino o qualcosa di simile.
Ho visto un servizio di Repòrt, dove alcuni vincitori si lamentavano che i gettoni non avevano il titolo dichiarato, ma un po’ meno. Alla fine si è scoperto che era l’opera di qualche dipendente non fedele, che truffava le varie emittenti e di conseguenza i vincitori, poiché era lui a portare a casa qualche grammo di oro ogni giorno di lavoro. Ma questo non riguarda il funzionamento corretto del meccanismo dei gettoni.
E veniamo a Gerry Scotti, che dice con orgoglio alla fine di una puntata: “Questo è il primo concorrente che riceve il premio in contanti”, dopo la trattenuta, che mi pare adesso sia del 22%, ma non sono sicuro, non avendo realizzato vincite io in tempi recenti.
Ebbene, non è una gran pensata, perché qualcuno potrebbe riceverne un danno. Infatti i soldi che arrivano nel mio conto contribuiscono al mio ISEE, e quindi un deposito alto può farmi perdere dei benefici ai quali avevo diritto. Se io avessi ricevuto gettoni d’oro, questi sarebbero stati esclusi dal calcolo dell’ISEE. Queste sono le mie considerazioni da concorrente. Penso che corrispondano al vero più di tante altre che ho letto sui social.
Nella foto che allego mi si vede, quando sono arrivato a casa, dopo aver ritirato sedici pacchetti, ognuno assicurato per un milione di lire, con il mio primo premio importante.
Giorgio Dendi