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4 ondate femministe
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Le quattro ondate femministe: un excursus storico

Molte persone sono convinte che il femminismo non sia più qualcosa di necessario ai giorni nostri, perché le donne hanno ottenuto molti diritti grazie alle lotte del passato. Non sono l’unica a non essere d’accordo ma allo stesso tempo credo che sia importante riconoscere il ruolo che questo movimento ha avuto a livello storico: solo grazie alle donne che hanno lottato ieri oggi possediamo diritti che non vanno mai dati per scontato. Per esempio io oggi posso scrivere questo articolo o decidere di non sposare il mio compagno solo grazie a loro.

Questa premessa serve ad andare a introdurre una breve panoramica storica dei movimenti femministi, per osservare la loro evoluzione nel tempo. 

La storia del femminismo come lo concepiamo oggi è lunga più di un secolo: la parola appare la prima volta nell’Ottocento, coniata per descrivere le prime associazioni a favore dell’emancipazione femminile; queste sono incarnate nelle figure delle celeberrime suffragette, che si battevano per il diritto di voto alle donne e il suffragio universale. 

Nonostante la missione del femminismo sia sempre stata positiva, la parola sin da subito non è stata percepita così – e ancora oggi a volte non è considerata positivamente; lo scopo di questo movimento è quello di combattere per i diritti delle donne, per ottenerli, mantenerli e raggiungere la parità di genere. L’evoluzione nel tempo è stata in favore delle donne man mano hanno ottenuto sempre più voce e considerazione e iniziato a lottare per discriminazioni diverse: per esempio se le donne del primo Novecento volevano non essere più proprietà dei mariti e poter studiare, nel nuovo millennio le battaglie sono sulla parità salariale e altre discriminazioni diverse.

Possiamo dividere la storia del movimento in 4 fasi principali, che vengono chiamate ondate: le 4 ondate femministe hanno dunque obiettivi diversi dove generazioni di donne che hanno lottato per diritti differenti.

Dalle suffragette agli anni ‘90

La prima ondata è quella delle suffragette, che si sono battute per avere il diritto di voto, in un periodo storico in cui le donne erano letteralmente proprietà degli uomini. Questa si sviluppa a fine Ottocento e si batte su diritti civili elementari, il suffragio universale e l’istruzione femminile. 

Ottenuta la base dei diritti per essere considerate persone, si è passati alle lotte degli anni Sessanta: dal 1960 inizia quella che viene considerata la seconda ondata femminista, in cui si inizia a voler ribaltare i ruoli di genere delle donne nella società.

Questa ondata nasce e cresce negli Stati Uniti in un paese dove il boom economico ha messo in discussione la società costituita  e ha dato vita a una serie di battaglie sociali che prendono luogo in questi anni. 

Le donne iniziano a volere e lottare per i propri diritti civili. La guerra già aveva fatto emergere un certo disagio al riguardo: le donne in patria a lavorare in fabbrica iniziano con l’indipendenza a realizzare la propria condizione. Questo disagio esplode con rivendicazioni che fanno scalpore per l’epoca: si denuncia la violenza sessuale, si parla di pillola contraccettiva e aborto e divorzio, si parla di sessualità, di parità di diritti sul lavoro. 

Arriviamo agli anni Novanta, periodo che vede sviluppare la terza ondata femminista: questa nuova fase va dal 1990 al 2000 ed è in continuità di intenti con la fase che l’ha preceduta. Siamo in un periodo storico dove le donne hanno molti più diritti che qualsiasi altro in passato, e molti additano le femministe di questo periodo come non necessarie, perché a detta loro la parità è già stata ottenuta. Anche se questa nuova ondata femminista rivendica ancora tanto, in alcuni casi si è parlato di società post femminista.

Se da un lato ci sono lotte sul lavoro per la parità di trattamento di uomini e donne, dall’altro nascono nuove posizioni a favore di prostituzione e pornografia. Fino a quel momento le femministe si erano sempre schierate contro ogni sfruttamento del corpo femminile, mentre in questi anni si parla per la prima di libera scelta e di gestione del proprio corpo. Inoltre questi sono gli anni in cui il femminismo diventa una rete di femminismi che si incastrano, dando voci a comunità femministe di tutto il mondo, come ad esempio la nascita dei primi movimenti femministi islamici.

L’ultima ondata: il femminismo intersezionale 

Questo percorso ci porta ad arrivare alla quarta ondata, quella a noi contemporanea, che viene definita anche quella del femminismo intersezionale. La ramificazione femminista degli anni 2000 prende una piega totale e la lotta si trasforma da quella contro le discriminazioni di genere a una contro tutte le discriminazioni, per i diritti di tutte le donne, a prescindere da orientamento sessuale, classe, razza. Dove l’aggettivo intersezionale assume il significato di intersezione di discriminazioni, e va a intendere proprio il sovrapporsi di diversi tipi di discriminazioni.

Il femminismo dunque è un movimento complesso, difficile da riassumere in poche righe come ho cercato di fare, che lotta ancora oggi per vincere diverse battaglie sociali; e che da sempre ha un solo scopo: la parità di genere. Speriamo che tra qualche anno sarà solo un ricordo lontano del passato, ma oggi è qualcosa di necessario per cancellare le discriminazioni e assottigliare sempre più il divario sociale, fino ad azzerarlo. 

Giorgia Chiaro

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