Già due volte gli italiani hanno votato in referendum abrogativi di norme che prevedevano la costruzione di centrali elettriche nucleari.
Nel novembre 1987 (tra il 71,9 e l’80,6% di SI all’abrogazione dei tre quesiti proposti) e nel giugno 2011, con oltre il 94% di SI.
Un peso determinante sull’esito del voto ebbero certo, nel primo caso il disastro della centrale sovietica di Černobyl (26 aprile 1986), nel secondo quello della centrale giapponese di Fukushima (11 marzo 2011), entrambi peraltro considerati “pressoché impossibili” (prima…) dai fautori del nucleare civile.
Dettaglio non secondario: è tuttora irrisolto il problema del destino finale delle scorie radioattive prodotte dalle centrali nucleari chiuse negli anni ‘80, che continuano ad essere conservate presso le centrali dismesse.
Eppure il Governo Meloni, le forze politiche che lo sostengono e diversi gruppi di interesse (Confindustria in testa), insistono per un ritorno alla costruzione di centrali nucleari in Italia.
In vista di tale obiettivo, tornano utili periodiche lamentazioni sui costi dell’elettricità, che sarebbero enormemente superiori in Italia rispetto ai Paesi vicini, specie se dotati di centrali nucleari. C’è chi favoleggia di costi del kwh quadrupli rispetto alla Francia… I dati Eurostat permettono però di scoprire che il differenziale di prezzo tra Italia e Francia è di un 10 -15 % favorevole alla seconda per le utenze residenziali-domestiche (v. tabella qui sotto). Mentre è favorevole all’Italia (!) per le utenze non residenziali.
Non molto diversa la situazione nel confronto tra Italia e Germania.
| Paese | Prezzi elettricità (€/kwh) per clienti residenziali II semestre 2023 | Prezzi elettricità (€/kwh) per clienti non residenziali I semestre 2024 |
| Italia | 0,2565 | 0,2451 |
| Francia | 0,2161 | 0,2187 |
| Germania | 0,2882 | 0,2806 |
| Prezzi elettricità (€/kwh) per clienti non residenziali II semestre 2023 | Prezzi elettricità (€/kwh) per clienti non residenziali I semestre 2024 | |
| Italia | 0,1771 | 0,1515 |
| Francia | 0,2107 | 0,1555 |
| Germania | 0,1890 | 0,1976 |
Fonte dati: Eurostat
Dettaglio interessante: in Francia (75 per cento dell’elettricità prodotta da 56 reattori nucleari) il monopolista pubblico EDF, che gestisce la totalità del parco centrali d’Oltralpe, ha sul groppone 54,4 miliardi di Euro di debiti. Erano 64,5 un anno fa, ma si sono ridotti grazie all’aumento dei prezzi (!) dell’elettricità venduta all’utenza. Chissà chi pagherà i debiti residui…
Un quadro aggiornato dei costi dell’elettricità nucleare, in rapporto alle altre fonti disponibili, è nel grafico allegato, prodotto dall’istituto di ricerca Fraunhofer ISE e relativi alla Germania.
Il costo del kwh nucleare è, come si può vedere, doppio o quadruplo, rispetto a quello prodotto con le varie tipologie di eolico e fotovoltaico, che è inferiore anche al costo del kwh prodotto con carbone e gas naturale.
Da notare che il costo dell’elettricità da fotovoltaico include, per tutti gli impianti – residenziali e industriali – anche quello delle necessarie batterie di accumulo.
In Italia (ma non solo), che sicuramente vanta più ore di sole della Germania, il differenziale di costo tra l’elettricità prodotta con il fotovoltaico, rispetto alle fonti fossili ed al nucleare, è certo ancora maggiore.

Dario Predonzan