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Dall’archivio di Konrad: IL TREDICESIMO BAKTUN

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Non sempre il presente ci piace: può essere stressante e duro da vivere, così come può essere insoddisfacente e noioso. Per questo l’essere umano ha escogitato mille modi per allontanare la propria attenzione dal “qui e ora” o per mettere un po’ di pepe nella propria esistenza. Una tecnica molto antica è il gioco della “fine del mondo”.

Ma davvero il mondo può finire, a circa cento settimane a partire da adesso, lasciandoci “in braghe de tela”? Secondo alcuni è proprio così, lo direbbero nientemeno che delle antiche profezie maya.

All’apice della loro civiltà, tra il 300 e il 900 d.C., i Maya elaborarono un calendario molto complesso e raffinato, che comprendeva cinque unità di tempo: la più breve era il kin, ovvero il giorno; poi c’erano lo uinal (mese di 20 giorni), il tun (anno di 360 giorni), il katun (20 anni di 360 giorni) e il baktun (20 katun). Tredici baktun rappresentavano il Conto Lungo, un ciclo della durata di 5125 anni. La data d’inizio del calendario maya corrisponde con il 13 agosto del 3113 a.C., e la “fine” con il 21 dicembre 2012. Fine tra virgolette, perché in realtà per i Maya il tempo era circolare, tanto che la stessa data d’inizio coincideva con la fine di un Conto Lungo precedente. E così anche la data del 21 dicembre 2012 indicherebbe semplicemente il completarsi di un ciclo e l’inizio di quello successivo. Un po’ come quando guidiamo e il contachilometri segna “999999” e poi fa “000000”. Non accade niente. Gli stessi Maya non hanno mai dato enfasi a questa data. Tutto il polverone attuale al riguardo è stato scatenato da una celebre iscrizione ritrovata a Tortuguero, in Messico, da cui lo studioso New Age José Argüelles negli anni ’70 ha tratto la famosa “profezia”. In realtà il frammento è corroso e parzialmente cancellato, e non parla affatto di catastrofi. Nessun accademico ha mai confermato la lettura di Argüelles. Secondo alcuni sulla data del 2012 concorderebbero pure gli Egizi, Nostradamus e l’irlandese San Malachia; anche molti iettatori contemporanei si sono trovati d’accordo sul 2012, ed è così che sono confluite le teorie più assurde e disparate.

Ben nota e controversa è la storia dei tredici teschi di cristallo: secondo una leggenda, quando saranno riuniti tutti assieme finirà il mondo… [trasparente] è meglio se lo fate a pezzi ed evitate di rispondere ad annunci economici sul tipo “Cerco teschi di cristallo usati o nuovi, offro cifre apocalittiche”.

Tradizioni sumere parlavano di un corpo celeste denominato Nibiru, associato a dio Marduk. Tale astro è identificabile secondo alcuni studiosi con Giove, secondo altri con la Stella Polare. Un tale Zecharia Sitchin, esperto in “archeologia alternativa”, avrebbe trovato che Nibiru sarebbe un pianeta sconosciuto, ipotesi ripresa nel 1995 dalla veggente Nancy Lieder, la quale aggiunse che questo corpo celeste sarebbe entrato in collisione con la Terra nel 2012. Naturalmente nessun osservatorio astronomico ha mai suffragato tali affermazioni. Consideriamo anche che un corpo simile, se esistesse, sarebbe con ogni probabilità già stato rilevato per l’influsso gravitazionale sugli altri pianeti e oggi, a soli due anni di distanza dal disastro, sarebbe certamente visibile.

Una teoria bislacca ma molto diffusa dice che nel 2012 la rotazione terrestre si fermerà per 72 ore e poi riprenderà in senso inverso. Una cosetta da nulla: 5.975 miliardi di miliardi di tonnellate in rotazione a una velocità di circa mezzo chilometro al secondo (velocità misurata all’equatore) che si fermano di botto, fanno pausa per tre giorni per tirare il fiato e poi girano in senso inverso. Qualcuno diceva che Dio non gioca a dadi: magari gioca con la trottola, ma io ci credo poco.

Ma visto che qualcuno potrebbe sopravvivere al trattamento centrifugo (io sopravvivo a stento già con certe frenate sugli autobus), è necessario trovare un’altra spada di Damocle, come l’inversione dei poli magnetici. Processo assolutamente reale e ben studiato dal mondo scientifico: i geologi hanno infatti rilevato nelle rocce le testimonianze fossili di diversi episodi di cambiamento del campo magnetico terrestre. Ma non vi è alcun segno che un evento del genere sia in atto, e anche se ciò dovesse accadere l’inversione richiederebbe il tempo di qualche millennio. Non vi sono nemmeno evidenze scientifiche che tale cambiamento abbia mai creato problemi agli organismi viventi.

Si parla pure di terribili tempeste solari che ci bersaglierebbero con particelle e radiazioni dannose, mettendo a rischio la nostra salute e danneggiando le apparecchiature elettroniche. In realtà conviviamo da sempre con i capricci del Sole, ed un simile allarmismo è ingiustificato. Tra l’altro l’attività della nostra stella, come molti altri fenomeni naturali, pur avendo delle ciclicità è sostanzialmente imprevedibile, soprattutto a 1.500 anni di distanza.

Un altro profeta di sventure è Michael Drosnin, autore del celebre ed esecrando “Codice Genesi”. Nel suo lavoro avrebbe analizzato la Torah con l’aiuto di alcuni matematici israeliani e del calcolatore, alla ricerca di schemi ordinati di caratteri dell’alfabeto. In parole povere ha giocato alle “parole crociate”. Ne sono risultate svariate profezie, tra cui l’impatto con una colossale cometa appunto nel 2012. Non credo occorra sprecare parole al riguardo, ricordo solo come sia dimostrabile statisticamente che, con i parametri giusti, da qualunque testo si può trarre qualunque cosa.

Ma anche dal mondo alternativo ormai si levano voci per cui probabilmente non accadrà alcuna catastrofe, quanto piuttosto avverrà un “salto quantico”, un “aumento di consapevolezza” nel genere umano. Un concetto che rinverdisce quello di “Età dell’Acquario”, mito fondante del movimento New Age stesso. E qui lascio da parte le mie critiche, che voglio destinare solo a ciò che appartiene all’universo della fisica e della materia. Da che mondo è mondo l’essere umano ha bisogno anche dell’indimostrabile, dell’intangibile, dell’imponderabile.

Ben vengano i miti se contengono un germe di positività, se possono farci riflettere e darci uno stimolo. Per fortuna la fantasia umana non ha limiti, ed escogiteremo di certo qualcosa di nuovo per il prossimo baktun…

Francesco Gizdic

obnauta@tin.it

Tratto da Konrad n. 161 di novembre 2010

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