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Dall’archivio di Konrad: NEL GRIGIO DIPINTO DI GRIGIO
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Dall’archivio di Konrad: NEL GRIGIO DIPINTO DI GRIGIO

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Come il destino umano è accidentato e bizzarro, così lo è quello di certe parcle. Prendiamo ad esempio la parola “mediocre”. Un termine che richiama significati negativi e sgradevoli, anche se in origine non voleva dire altro che “nella media”. Vista in questo senso la mediocrità in molti campi, compresa la stessa esistenza umana, dovrebbe essere qualcosa di desiderabile: equilibrio, senso della misura, giuste proporzioni, niente eccessi, eccetera eccetera.

Ma sarà per un’abitudine ormai secolare, sarà per quel suffisso “ocre” che non suona tanto bene, che la mediocrità, lungi dall’essere quella “virtù che sta nel mezzo” di cui parlavano gli antichi saggi è diventata qualcosa da cui fuggire.

L’equivalente estetico della mediocrità è il colore grigio. E non a caso, poiché, come ben sappiamo, il grigio si ottiene mescolando i due oppost bianco e nero. Il grigio si può ottenere anche mescolando i colori primari. Credo tutti abbiano provato almeno una volta da bambini la (triste) esperienza di giocare con una confezione di plastilina dai colori brillanti e vivaci e dopo un po’ ritrovarsi in mano con un’orrenda palla di materiale grigiastro. Purtroppo (due lezioni in una, ottica e fisica) non è possibile tomare indietro e separare i colori. Ma di questa disdicevole tendenza delle cose a degenerarsi, a deteriorarsi, ad ingrigirsi in senso lato parleremo una prossima volta.

Il grigio di solito è associato a sensazioni e stati d’animo non proprio esaltanti: piattezza, noia, tristezza, penitenza, distanza dalle cose del mondo, umiltà. Eppure per altri versi il grigio è un colore molto desiderato. Vogliamo passare inosservati, avere credito, fare i mediatori, accontentare un po’ tutti, sembrare affidabii, equilibrati e senza grilli per la testa? Vogliamo apparire eleganti ma semplici al tempo stesso, non eccentrici, non disturbare i gusti di nessuno, essere accettati? Vogliamo prendere le distanze dagli estremismi, da qualunque bandiera, vogliamo con l’ambiente? Un abito di colore grigio è la risposta a tutto questo. Non per niente il doppiopetto o il tailleur grigio è l’abito più gettonato da politici, diplomatici e truffatori (l’associazione di queste tre categorie di persone nella stessa frase risponde esclusivamente a ragioni di praticità). Dagli anni ’90 in poi il grigio è diventato un colore molto alla moda. Per fare un esempio, in Europa le auto grigie sono circa un terzo di quelle circolanti, nonostante il grigio, confondendosi con l’asfalto, non sia tecnicamente la tinta più sicura. Il grigio e il nero sono stati tacitamente e universalmente riconosciuti come i colori della tecnologia, ed ecco che la maggior parte dei computer e delle diavolerie elettroniche sono di questi due “colori senza colore”. Se osserviamo poi i cataloghi dei colorifici, dei prodotti per la casa, nonché gli assortimenti di smalti per unghie, di trucchi per il viso e gli accessori di moda, possiamo notare come la gamma dei grigi sia vastissima. Il grigio è inoltre uno dei colori per i quali possediamo la terminologia più estesa: ecco cosi che abbiamo grigio perla, grigio antracite, grigio fumo, grigio topo, grigio tortora, grigio ostrica, grigio ferro, grigio piombo, grigio marmo… Tra i grigi in commercio si possono trovare riferimenti colt e letterari tipo “Dorian Gray”, e perfino un “cenere di Pompei”, che, diciamolo pure, suona un po’ sinistro e di cattivo auspicio.

Spesso si sente dire che le moderne città sono grigie’, soprattutto da parte di coloro cui la vita metropolitana sta stretta e sognano un utopistico “intono alle origini”. Il “grigio” dell’artificiale verrebbe cosi contrapposto al “verde” del mondo naturale. Una cosa è sicura: moltissimi materiali edili (cemento, asfalto, metalli…), sono grigi. Ma il loro grigiore non è stato prodotto dall’uomo, bensì trae origine dai colori del regno minerale.

E non dimentichiamo che è grigio anche il materiale da costruzione più antico ed “ecologico”, ovvero la pietra.

La natura ama il grigio: la maggior parte delle rocce, i cielo, la livrea di molti animali, il fumo, la cenere, le ombre. E nonostante esistano sostanze chimiche dai colori più vari, quasi tutte le 118 specie atomiche presenti nella “tavola periodica degli elementi” sono di colore grigio. Fra le poche eccezioni troviamo l’oro, il rame e lo zolfo.

Non è anche curioso che la polvere e lo sporco siano quasi inevitabilmente di colore grigio?

Non esiste invece la luce grigia: permetiamoci pure questa “licenza poetica” per descrivere le giornate uggiose e nuvolose, anche se da un punto físico e ottico una luce di tale colore è un impossibile logico.

Anche i “capelli grigi” non esistono: il grigio delle capigliature umane è dovuto alla vicinanza tra i capelli bianchi e quelli pigmentati.

La cosa importante, qualunque sia il colore delle nostre teste, è che usiamo quello che abbiamo “sotto” i capelli, ovvero la materia grigia. Che, per inciso, non è grigia: è rosa.

Francesco Gizdic

bizzarro@bazardelbizzarro.net

www.bazardelbizzarro.net

tratto da Konrad n. 183 di febbraio 2013

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