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Dall’archivio di Konrad: FILM STORICI VERI E FALSI

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Riguardo al rapporto tra gli americani (cineasti in particolare) e la Storia, ricordo che da ragazzino non riuscivo proprio a sopportare i “peplum”: quegli antichi romani con le pettinature anni 60 alla *Grease*, amori idilli e famiglie monogamiche, visibilmente a disagio in toga perché non sapevano mai come sistemarla, terribilmente imbranati nell’uso del gladio, con stacchi che sembravano dei domestici e anecchie che sembravano pin-up, beh tutto questo lo trovavo davvero ridicolo. Unica eccezione (parziale) *Spartacus* di Kubrick che se non altro aveva un senso “politico” di lettura.

Rispetto al film quello preferisco quelli di Ercole e Maciste che essendo mitologici potevano permettersi ricostruzioni puramente fantastiche e immaginarie, e dunque erano più onesti. Poi ho apprezzato molto *Satyricon* di Fellini, film puramente visionario, fondato su una tesi secondo me illuminante e cioè che per l’uomo contemporaneo l’antichità (il mondo pagano in particolare) non sia rappresentabile se non come un delirio totale: avete presente la bellissima sequenza del bordello “popolare”? Quello è un pezzo di cinema dell’orrore assoluto.

Mentre il *Caligola* con le modelle di *Penthouse* è una cacata imbarazzante (scusate il termine). Andate in visita al Colosseo e leggete i cartelli che illustrano come il pubblico assisteva ai giochi un rito davvero incomprensibile per noi moderni poi confrontatelo con il *Gladiatore* di Ridley Scott e il suo pubblico da stadio o da televisione non solo c’è da provare un profondo senso di pena per la ricostruzione iper-finta, ma c’è da arrabbiarsi per tutte le occasioni di racconto drammatico, allucinante, incomprensibile persino, che si è mangiato. Lo spettacolo vero è più sconvolgente avveniva sugli spalti, non nell’arena. Le persone anemiche, tanto per dirne una, nelle pause dei massacri andavano a bersi il sangue delle vittime. Il cinema contemporaneo ha troppo poco coraggio per mostrare queste cose, per raccontare la distanza assoluta che ci separa dalle certe culture arcaiche. La narrativa invece potrebbe e dovrebbe fare molto, invece pare guidare più appagante sul piano commerciale, ridurre la Tragicità della Storia a una sfilata in costume. Noi siamo invece travolti dalla Storia che in certi momenti è davvero un orrore indicibile. E riscoprire gli orrori del passato, ci aiuta a riconoscere con ben altra consapevolezza gli orrori del presente.

Gianfranco Manfredi

Tratto da Konrad n. 165 di aprile 2011

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