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Astronomia e astrologia, gemelle separate

Probabilmente furono gli uomini preistorici ad ammirare per primi il cielo notturno ma solo in tempi storici, fra la Grecia e l’Egitto passando per la mezzaluna fertile, l’uomo ha iniziato a studiare e capire le sue ricorrenze.

Con l’avvento dell’agricoltura, ha dovuto ingegnarsi per avere indicazioni sulla la semina e per tutti i cicli annuali scoprendo che, fra le migliaia di stelle fisse ve ne sono alcune che si comportano in modo vagabondo (etimo del termine pianeta) e le ha innalzate al livello di divinità: il Sole, la Luna, Mercurio, Venere, Marte, Giove e Saturno; Urano e Nettuno non ci sono perché sono stati scoperti solo recentemente e Plutone non è nemmeno un pianeta.

Successivamente i filosofi hanno pensato che se il Sole e la Luna influivano e davano indicazioni sui cicli biologici, forse anche gli altri 5 vagabondi potevano fornire altre indicazioni utili per il futuro dell’uomo: ecco che astronomia e astrologia nascono assieme millenni or sono.

Gli studiosi del cielo si accorsero presto che i fenomeni celesti sono molto complessi e il sorgere del Sole, in particolare all’equinozio di primavera, non si trova sempre nella stessa posizione fra le stelle fisse scoprendo così la precessione degli equinozi e le diverse ere astrologiche.

La prima fu forse quella del Toro, animale sacro per molte civiltà mediterranee, poi quella dell’Ariete, divenuto punto di riferimento fisso per l’astrologia moderna; oggi ci troviamo in quella dei Pesci e aspettiamo l’arrivo (qualcuno lo ritiene già avvenuto) di quella dell’Acquario.

Per l’astrologo sono ere di 2160 anni per un ciclo totale di 25920 mentre per l’astronomo non esistono le ere, le porzioni di cielo sono variabili e il ciclo si conclude in circa 25772 anni.

L’astrologia suddivide lo zodiaco in 12 tratti di pari ampiezza e cerca ancora corrispondenze celesti e terrene secondo l’antico aforisma “come in alto, così in basso”; taluni affermando che i pianeti (oltre a Sole e Luna) influenzano la vita sulla terra, altri che, come le lancette di un grande orologio, segnano i cicli di cose che avvengono “di per sé”, ma altri ancora che sono solamente un linguaggio simbolico.

L’astronomia suddivide l’eclittica (il percorso apparente del Sole) in 13 porzioni (con l’inserimento della costellazione chiamata Ofiuco o Serpentario) di diversa ampiezza e, a parte l’evidente influsso di Sole e Luna (ciclo diurno, maree, ecc.), non vi è nessuna relazione tra gli eventi planetari e quelli terrestri.

Astronomia e astrologia, sono ormai due modi diversi di vedere il mondo che pur condividendo le stesse basi oggettive (le variazioni nell’apparire del nostro cielo) non parlano più la stessa lingua e, come fosse la Babele del pensiero sui fenomeni celesti, sono ormai divise irrevocabilmente da molto tempo.

Beh, forse non moltissimo visto che diversi astronomi accreditati, anche del XVII secolo, per guadagnare qualcosa in più, vendevano oroscopi e temi natali, non ultimo il nostro Galileo Galilei.

Memore di cotanto personaggio, ho pensato quindi di provare a fare il tema natale della nostra testata: se consideriamo la riunione che ha deciso la sua uscita come il concepimento e la sua prima distribuzione come i prodromi del parto, possiamo porre la nascita di Konrad alle 8.00 del 1 aprile 1993 quand’è arrivata a disposizione del pubblico.

Ecco il suo tema natale… ma che cosa significa? Beh, questo non chiedetelo a me, io sono solo un astrofilo.

Muzio Bobbio

Tratto da Konrad 241 di aprile 2025

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