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Dall’archivio di Konrad: OGM IN FRIULI: Dalla vergogna al riscatto?
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Dall’archivio di Konrad: OGM IN FRIULI: Dalla vergogna al riscatto?

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Sembrava che la battuta d’arresto, subita da Futuragra il 7 ottobre 2009 in Commissione agricoltura, fosse definitiva e si fosse messa la parola fine al capitolo OGM in Friuli. Questa cosiddetta associazione “culturale”, che raggruppa i pianta mais nostrani favorevoli agli OGM, non ha però mollato l’osso. Un loro associato e vice presidente, Silvano Dalla Libera da Vivaro (PN), aveva fatto ricorso al Tar del Lazio già nel 2008 chiedendo di essere autorizzato, in base alle direttive europee, alla semina di mais OGM. Queste direttive impongono agli Stati membri di legiferare in materia di coesistenza tra metodo agricolo convenzionale, biologico e transgenico in modo da mettere delle regole condizionanti per chi volesse intraprendere questa rischiosa coltivazione. In pratica, non potendo proibire, si dovevano mettere paletti precauzionali. In Austria, molto saggiamente, hanno legiferato subito e in una maniera talmente restrittiva da inibire in pratica le semine OGM. Va anche detto che un popolo così saggio non genera “imprenditori agricoli” alla Dalla Libera che vogliono assolutamente continuare a seminare mais nonostante i danni che ha dato alla nostra terra (atrazina e nitrati nelle acque, desertificazione e calo dell’humus, parassitosi, devitalizzazione dei semi, asocialità, ecc.). L’Italia, come suo uso, ha tergiversato non legiferando, fino al punto che un singolo “agricoltore” ha costretto il Consiglio di Stato (la Cassazione amministrativa) ad imporre, il 19 Gennaio di quest’anno ed entro 90 giorni dalla sentenza, al ministro dell’agricoltura di legiferare in materia pena il commissariamento “ad acta” per permettere le semine del mais OGM a Dalla Libera.

Da qui il trionfalismo per la grande vittoria del “Progresso” sulle forze oscurantiste e la grande battaglia di civiltà per la libertà d’impresa. Quindi a Vivaro il 19 Aprile 2010 potrebbe inaugurarsi la grande epopea degli OGM italiani perpetuando così, di fatto, una sudditanza del territorio al peggior mais e una sudditanza genetica del “coltivatori” friulani, novelli “servi della gleba” delle multinazionali agrochimiche petrolifere. II problema è che il mondo politico, quello scientifico e quello imprenditoriale sono spaccati e dunque incapaci di decisioni e direttive. Unico punto certo è l’avversione del consumatore a questi alimenti. A questo punto sorge la domanda: che fare? Il mio pensiero è semplice. Percorrere, e alla svelta, la via austriaca e dunque presentare una Legge sulla coesistenza, che imponga restrizioni e vincoli tali da scoraggiare e/o rendere impossibili le coltivazioni OGM. In pratica, se i pianta mais nostrani avessero una legislazione rigida e rigorosa come noi bio, sicuramente getterebbero la spugna. Al dunque, se per noi bio c’è rigore per tutelare le qualità alimentare, per loro OGM il rigore dovrebbe essere ancora più rigoroso, visti i rischi di contaminazione all’ambiente e alle sementi che ne deriverà.

C’è comunque dell’amarezza nel ricordare che per ben tre volte Aprobio ha chiesto all’assessore regionale all’agricoltura, Violino, di attivare le risorse interne per costituire una varietà di mais nostro friulano, visto che con i pochi mezzi di cui disponiamo siamo arrivati a rese di 90 q.l/ ha di granella senza ausilio della chimica, ma con la metodica omeodinamica. Questo vuol dire essere competitivi e non inquinanti già ora ed offrire quella libertà d’impresa che l”imprenditore” Dalla Libera si sogna. Purtroppo la sincerità del nostro assessore si è spinta fino a confidarmi, ad Agriest, che… se vi sostengo mi fanno fuori. Per questo sarà necessaria una mobilitazione generale di tutti voi in modo da far sentire la voce dei destinatari finali di queste schifezze. Se fate parte di circoli culturali, se siete pubblici amministratori, se avete amici nei media, fate la vostra parte informando, organizzando dibattiti e conferenze, in modo da far sentire la vostra voce a difesa della terra, delle piante, dell’ambiente.

Non pensate che il problema sia solo dei friulani. E di tutti i cittadini, che dalla terra pur sempre dipendono per l’alimentazione. In questo momento di crisi economica avere un agricoltura in crisi è grave, indirizzarla verso gli OGM è da sciagurati, non indirizzarla verso il bio è da incoscienti. Per questo vi invio la cartolina precetto, mettendomi a disposizione alle vostre iniziative culturali con la mia esperienza e con le conoscenze acquisite in 30 anni di agricoltura in sintonia con le leggi di Natura.
Per questo sfideremo quelli di Futuragra a casa loro, organizzando sabato 13 marzo a Vivaro, alle 10 nella sala del consiglio comunale, una conferenza dibattito sul pericolo degli OGM.

Graziano Ganzit
ganzit.aprobio@tin.it

tratto da Konrad numero 154 di marzo 2010

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