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Dall’archivio di Konrad: IL POETA UMBERTO SABA E ANCORA (ABBASTANZA) VIVO
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Dall’archivio di Konrad: IL POETA UMBERTO SABA E ANCORA (ABBASTANZA) VIVO

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9 marzo 2013, ore 11:00

Avrebbe dovuto svolgersi in via San Nicolò davanti alla Libreria Antiquaria Umberto Saba, per far presente alla città e ai pochi turisti che c’è stato e ci sarà sempre un poeta a Trieste cha vale la pena leggere, ma la pioggia deviò l’omaggio a Saba all’interno del Palace Suite. Peccato, ma anche così il poeta triestino ha avuto la sua buona commemorazione. Maurizio Zacchigna ha detto – e non, come ha ribadito lui stesso, “declamato”- i versi di Saba, dandogli quella voce e quel ritmo che le letture declamatorie, appunto, non hanno e che coinvolgono spesso la poesia in generale (a cominciare dal poeta stesso che leggeva, seppur in modo genuino e trasportato, piuttosto enfaticamente, come la “vecchia scuola” prevedeva). A Saba è stata ridata voce perché quest’anno è il suo 130o anniversario dalla nascita (avvenuta il 9 marzo 1883). Chi scrive detesta le date (genefiaci e anniversari vari) ma, se non ci fossero neppure quelle, teme che moltissimo andrebbe perduto e ricordare è già un po’ fare. Comunque sia, la lettura è andata bene, anzi, direi benissimo: la condivisibile volontà di leggere le poesie senza interruzioni di applausi e la volontaria omissione della maggior parte dei titoli delle liriche da parte dell’attore, ha intensificato l’evento, che è stato distratto, e direi reso addirittura più denso, dal rumore violento di un trapano che, da un luogo imprecisato ma non lontano dello stabile, partiva sempre a inizio o metà poesia, togliendo momentaneamente consistenza, o aria, al “flusso” lirico. Alla terza o quarta volta che il trapano bloccava la lettura, il Sindaco partiva per far cessare l’invadente rumore, che alfine si placò. E che gioia, per me, soffrire perché qualcuno disturbava la poesia! Significava che esisteva ancora, che era ancora, magari poco, richiesta (le lamentele erano di tutta la sala). E anche se quel poco è sempre più spesso ascoltato, quindi reso vivo, da persone la cui media d’età è ben al di sopra dei quaranta, era già qualcosa, perché a voler ripetere l’evento com’era nei progetti, e cioè nella via, poteva capitarci un trentenne, o addirittura un ventenne che, incantato dalla voce o dalle parole o dal semplice capannello di gente avrebbe potuto godere di ciò e magari esser infastidito da un colpo di clacson..

La direttrice delle Biblioteche civiche Bianca Cuderi ha presentato l’evento, che è subito passato in mano, anzi alla voce. di Zacchigna e, piacevolmente (non è una considerazione politica), il sindaco non ha parlato ma, come detto sopra, ha solo agito, e bene.

Tra le prime file c’era anche il nostro Claudio Magris, che incontreremo questo pomeriggio.

9 marzo 2013, ore 18:00

All’appuntamento del pomeriggio, svoltosi al Ridotto del Teatro Verdi, c’era molta più gente rispetto la mattina – circa il quintuplo – c’era Magris, c’era Stefano Sacher, c’era la musica, con il violino di Glauco Bertagnin e i brani di Bach, ma c’era meno Saba. Si era più attorno a Saba che dentro, e il ventenne casuale della mattina sarebbe fuggito perché non avrebbe capito il poeta ma veduto un armamentario intellettuale, semintellettuale, per quanto ben confezionato, poco utile, ma forse è nelle corde de le commemorazioni, e non si può chiedere di più.

Insomma, la cultura ingessava (colpa dell’età media?).

Il sindaco questa volta però ha preso la parola e si è fatto promotore, come poche ore prima, di una buona azione, facendo emergere un dato sottinteso importante, e forse poco inteso: ha ringraziato Mario Cerne, l’attuale proprietario della Libreria Umberto Saba nonché figlio di Carletto, il garzone del poeta libraio, per esser stato lo stimolo di tale manifestazione. Noi che lo conosciamo, sappiamo quanto il suo pungolare sia antico e quanto poco sia ascoltato e, per inciso, conosciamo anche il lavoro di volontariato culturale che questa città gli costringe a fare quando, sospendendogli le vendite, diventa una guida museale non stipendiata…

Ma la via della cultura, lastricata di poche gioie e tante sofferenze, è oggi anche questa.

Riccardo Redivo

Tratto da Konrad n. 185 di aprile 2013

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