Superato l’ultimo ostacolo fisico, il temuto “O Cebreiro “, paragonato alla prima tappa con il superamento dei Pirenei ed arrivo a Roncisvalle.
Per fortuna il percorso e’ molto piu’ breve, il sentiero attraversa boschi e la vista puo’ spaziare liberamente rendendo lo sforzo piu’ tollerabile.
Si e’ anche piu temprati, nonostante tutto. Ritrovo un pellegrino siciliano che avevo lasciato giorni prima nelle mesetas.

Ormai siamo in un altra provincia, l’ultima la Galizia. Sul confine ci acciglie per prima cosa una dolce e al contempo nasale voce di cornamusa. Poi compare il fiero musicista in rosso, fiero nel suo ruolo.
Poco piu oltre poche case, una chiesa tutto di granito. Bretagna, Scozia? Casetto con oñ tetto di paglia …
Poco oltre l’albergue relativamente nuovo con una moltitudine eterogenea di pellegrini, visi noti e sconosciuti. Qualcuno in gruppo flessibile e festaiolo altri invece “corridori” che si muovono alle 4 di mattina al buio… e la sera prima alle 18 gia’ ronfano della grossa. Qualche volta la convivenza pur temporanea richiede uno sforzo significativo.

Vs Don Ky