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8 e 9 giugno – REFERENDUM LAVORO E CITTADINANZA per Konrad dalla CGIL

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Nella consapevole necessità di partecipare attivamente al referendum dell’8 e 9 giugno il Konrad ha pensato di dar voce a vari enti sensibili alla tematica per conoscere le loro opinioni.


Il primo elemento che vogliamo affrontare come CGIL Trieste, prima ancora di entrare nel merito squisitamente specifico e contenutistico dei Referendum, è quello relativo alla partecipazione al voto delle persone.
A fronte di una corsa, da parte di molte istituzioni pubbliche e di partiti riconducibili all’attuale maggioranza di Governo, agli inviti all’astensionismo nei confronti dei 5 Referendum dell’ 8 e 9 giugno, possiamo dire riprendendo le parole del Prof. Tomaso Montanari che il re è nudo.
Tale scelta, assieme a tante altre prodotte negli ultimi anni, non è strategia politica come molti vogliono mascherare, perché non solo è sconveniente l’invito all’astensionismo laddove il medesimo viene prodotto da chi riveste cariche pubbliche, ma è un processo che mina dalle fondamenta la cosiddetta democrazia rappresentativa.
In tal senso la CGIL ritiene che le risposte ci vengano fornite dalla nostra Costituzione, la quale all’articolo 54 prevede per chi riveste ruoli di cariche pubbliche che le medesime siano svolte con disciplina. L’invito all’astensione è dunque in palese contrasto con la norma costituzionale prevista all’articolo 48 secondo cui il voto è un dovere civico .
La CGIL con i Referendum dell’ 8 e 9 Giugno vuole ripartire dunque dalla nostra Costituzione, perché l’Italia continui ad essere una Repubblica fondata sul Lavoro e anche attraverso lo strumento referendario da lì vogliamo ripartire, abrogando – se vi sarà il raggiungimento del Quorum e la vittoria del SI – norme sul lavoro e sulla cittadinanza inique e ingiuste.

Entrando nel merito dei quesiti referendari come CGIL sosteniamo quanto segue:

LICENZIAMENTI E REINTEGRO

Per il primo quesito l’obiettivo è quello di eliminare la disparità di trattamento tra lavoratori assunti prima e dopo il 7 marzo 2015 in caso di licenziamento illegittimo. Oggi, chi è assunto prima di questa data può essere reintegrato, mentre chi è stato assunto dopo ha il diritto solo a un indennizzo.
I principali vantaggi in caso di vittoria del SI, riguardano il reintegro nei casi di licenziamento disciplinare illegittimo, il raggiungimento di pari tutele per tutti i lavoratori, indipendentemente dalla data di assunzione, la maggior tutela nei licenziamenti collettivi e l’aumento dell’indennizzo nei casi in cui la reintegra non è prevista.

LICENZIAMENTI E RISARCIMENTO

Per il secondo quesito attualmente, nelle imprese di dimensioni ridotte con meno di 16 dipendenti, il risarcimento massimo per un licenziamento illegittimo è limitato a 6 mensilità. Il quesito dunque si propone di eliminare questo tetto, affidando ai giudici la valutazione del calcolo del risarcimento in base all’effettivo danno subito dal lavoratore.
Tale modifica consentirebbe di allineare l’Italia alle normative europee, che prevedono un risarcimento integrale, inoltre eviterebbe risarcimenti inadeguati per chi abbia subito un danno economico e personale grave e permetterebbe una valutazione per ogni singolo caso, tenendo in considerazione le condizioni familiari e la concomitante situazione del datore di lavoro.

LAVORO PRECARIO

Il terzo quesito si pone come obiettivo di contrastare il lavoro precario mirando a reintrodurre l’obbligo per i datori di lavoro di indicare una giustificazione (causale) anche per le assunzioni a termine inferiori ai 12 mesi.
I vantaggi in questo caso sarebbero quelli di evitare l’abuso dei contratti a termine senza motivazione, una maggior protezione dei lavoratori dal rischio di precarietà continua e il rafforzamento del principio che il contratto di lavoro standard deve essere quello a tempo indeterminato.


SICUREZZA SUL LAVORO

Il quarto quesito prevede che, attualmente in caso di incidenti sul lavoro dovuti a carenze di sicurezza negli appalti, la responsabilità del committente sia limitata solo ai rischi “generici” e non a quelli “specifici” dell’appaltatore.
Si mira cioè a rendere sempre responsabile il committente, permettendo ai lavoratori e alle loro famiglie di ottenere un risarcimento diretto evitando così che i lavoratori e le loro famiglie restino senza risarcimento in caso di gravi incidenti e imponendo ai grandi committenti di vigilare sulla sicurezza nei cantieri e negli appalti e altresì la semplificazione delle cause legali per ottenere il giusto risarcimento.

CITTADINANZA

Il quinto e ultimo quesito ha l’obiettivo di modificare le leggi relative all’acquisizione della cittadinanza italiana, rendendo più accessibile la cittadinanza a coloro che, pur vivendo in Italia da lungo tempo, non riescono ad ottenerla per via dei rigidi requisiti attualmente in vigore.
Con una legge nuova ci sarebbe la riduzione del periodo di residenza legale continuativa necessario per richiedere la cittadinanza da 10 a 5 anni, che inoltre una volta ottenuta sarebbe automaticamente trasmessa ai propri figli e alle proprie figlie minorenni.
Quanto sopra rappresenterebbe una conquista decisiva per molti cittadini di origine straniera che non solo nascono nel nostro Paese ma ci abitano, ci lavorano e contribuiscono alla crescita economica e sociale. Si allineerebbe così l’Italia ai maggiori Paesi europei che in questo modo promuovono diritti, tutele e opportunità per tutte e tutti.

Per tutti questi motivi la CGIL di Trieste invita tutti i cittadini al voto l’ 8 e 9 Giugno perché in un Paese in cui moltissimi soggetti istituzionali e politici invitano all’astensione noi continuiamo a pensare che la democrazia sia da intendersi, anche attraverso l’uso dei referendum, quale strumento per sradicare le disuguaglianze e assicurare la libertà. Non vi sono per noi democrazia senza diritti o diritti senza democrazia.

Per la NCCdL CGIL di Trieste
Massimo Marega

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