Di recente sono stata coinvolta dalla giornalista Lorenza Masè nel suo stimolante progetto “casatanguy”: mi ha invitata a condividere un oggetto artistico che fosse unico e a me caro e a raccontare che cosa lo rendesse tale ai miei occhi. La mia storia è conferita in www.casatanguy.com, un progetto che oggi vi invito a scoprire attraverso una serie di domande poste alla stessa Lorenza…
Che cos’è Tanguy?
“Tanguy” è un progetto digitale nato in seno alla diciassettesima edizione del Master in Marketing e Comunicazione Digitale della Business School de “Il Sole 24 ore”.
E’ un sito online da dicembre 2014 che ambisce a rendere “social” l’arte, favorire una concezione aperta, diffusa e condivisa dell’arte e dell’artigianato contemporanei e lo fa riunendo brevi storie di persone ed oggetti speciali.
Da dove spunta un nome così particolare?
Tanguy è il titolo di un film francese in cui il protagonista è un ragazzo ventottenne intellettualmente dotato e affascinante; ha un solo grande problema: non intende andarsene da casa dei suoi genitori. Questi ultimi arrivano al punto di non sopportare più la presenza del figlio in casa, e mettono in atto tutte le strategie possibili perché questi si senta a disagio.
A partire da “questo” Tanguy, ne abbiamo elaborato uno tutto nostro immaginando che sia appena andato a vivere da solo e si trovi alle prese con l’arredamento della sua prima casa.
Quale obiettivo si prefigge “il vostro” Tanguy?
Tanguy è alla ricerca della meraviglia in dipinti, sculture, immagini e oggetti che rendono unica e magica un’abitazione con l’obiettivo di portare arte e artigianato nelle case di tutti. La cosa più bella del progetto è proprio l’incontro con le persone che intervistiamo: ci aprono i loro spazi, ci raccontano le loro passioni, spiegano come nascono i loro pezzi unici o, nel caso della community, le storie custodite dai loro oggetti preferiti.
CHI c’è “dietro” Tanguy?
Maria Bocina: Sicula, classe 1982, cinepatica, cultrice di tutto ciò che è artisticamente sublime, nel suo mondo unisce creatività e digitale. Web content editor, si occupa di pubbliche relazioni per arte, cultura, editoria. Il suo must have: trasformare l’arte in comunicazione e la comunicazione in arte, per poi rifarlo da capo.

Lorenza Masè: Triestina, classe 1983. Giornalista pubblicista, ufficio stampa e social media manager della casa editrice Beit. Laureata in Storia Contemporanea, parla inglese e serbo-croato. Non si è ancora tolta il vizio di partire in solitaria sulle rotte meno battute.
COSA c’è “dietro” Tanguy?
Potremmo dire che il progetto nasce anche da un bisogno pratico. Maria ed io siamo entrambe trentenni e -seppure un po’ in ritardo rispetto alle generazioni precedenti- siamo alle prese con l’arredo della nostra prima casa. Mobili e oggetti Ikea sono inevitabili perché a misura delle nostre tasche, ma ciò non ci toglie il desiderio di avere un pezzo unico, un oggetto che racconti una storia reale e non sia omologato.
Così è nata l’idea di scovare attorno a noi, ai nostri coetanei ed amici, le proposte di artisti e artigiani dei nostri giorni per arredare la prima casa di Tanguy. Ne sta scaturendo un’autentica fotografia di cosa significhi oggi “essere a casa” per una generazione abituata a spostarsi continuamente e viaggiare molto. Gli oggetti delle meraviglie finiscono col rivelarsi spontaneamente: sono i primi che infiliamo nelle valigie che ci accompagnano nei traslochi o nei viaggi più lunghi.
Tre aggettivi per descrivere Tanguy: Cultore della meraviglia, curioso e un po’ esteta..
Se volete saperne di più: www.casatanguy.com – www.facebook.com/casatanguy
Alcuni oggetti degli artisti scoperti da Tanguy:
I vasi di Francesca Verardo
Le illustrazioni di Jan Sedmak

Gli assemblage di Luis Mario Borri


