Sono appena passati 3 giorni e sembra un secolo. Chissà come sarà tra 30 giorni quasi al termine. Ieri a Pamplona siamo tornati per un attimo all’atmosfera cittadina: gente comodamente seduta nei bar o che sfila protestando per la Palestina e le guerre. Un’amica in cammino originaria di qui commenta che sono riusciti ad ottenere qualcosa dal governo centrale grazie ad una forte solidarietà. Baschi basta la parola.




A Pamplona poi stupisce che queste persone moderne e normali si infiammino per i tori specialmente in occasione della festa di S. Fermino. Questi bestioni li trovi imbalsamati in qualche negozio o che ti guardano dall’alto in un caffe. All’albergue gestito splendidamente da volontari svizzeri ci sentiamo proprio accolti e a casa. È ormai buio si sente nitido il ritmico ed enigmatico verso dell’assiolo. Mi ricorda quando da ragazzo rientravo casa dopo la ginnastica serale lungo la buia e sconnessa via di Scorcola. E pure la zona di casa dove gli assioli, piccolissime civette, si trovano bene tra gli slberi del Boschetto. Arrivano con i primi caldi… e un giornale locale titola: mas verano que primavera (più estate che primavera).
Hola a todos,
Don Ky