Konrad
Vini e cibi critici

Una valutazione su Olio capitale

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A Fiera chiusa, resta un domanda aperta: l’olio d’oliva veramente buono come si riconosce?

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Olio capitale edizione 2015 si conclude con la soddisfazione degli organizzatori, ossia la Camera di Commercio di Trieste, per aver coinvolto 250 produttori e quasi 12.000 visitatori. Numeri importanti, a fronte di un’annata nera per la produzione olivicola italiana: poco olio a prezzi alti.

Nella location della Stazione marittima di Trieste, forse non ottimale per spazi e logistica di una fiera con numeri così importanti, il visitatore poteva assaggiare olio proveniente da tutta la penisola, anche se era la Puglia a farla da padrone, per le naturali ragioni di maggior produttività legate al territorio e al clima.

L’aspetto decisamente positivo dell’appuntamento, visto con l’occhio del consumatore critico, è stato nella possibilità di incontrare e confrontarsi direttamente con gli olivicoltori.

Non è una cosa da poco. Spesso nelle grandi fiere si incontrano venditori e rappresentanti e solo raramente si accede a chi effettivamente coltiva e produce. Ovvero al racconto trasparente e senza mediazioni del prodotto, del lavoro, del contesto.

Secondo dato positivo: la possibilità dell’acquisto diretto, ossia la possibilità di portarsi a casa una varietà di oli, spiegati per filo e per segno dallo stesso produttore, che spesso istruiva anche su usi e abbinamenti dell’olio. Perché ogni olio, esattamente come il vino, chiama e vuole un suo abbinamento. Ed è un peccato che troppo spesso nelle nostre case ci sia un olio unico, buono per ogni pietanza, cottura e sapore. E che così sia, quasi sempre, anche nella ristorazione. Con il vino non accade: nessuno penserebbe di bere sempre un buon Terrano con ogni pietanza, pesce compreso. Con l’olio dobbiamo ancora imparare molto.

Olio capitale, dunque, è stata una bella opportunità per i consumatori

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e, a sentire le voci tra gli stand, anche per i produttori che erano felici di tanto pubblico, curioso ed attento. Anche se alcuni tra loro, va detto per dovere di cronaca, lamentavano il costo un po’ salato degli stand, considerato, diceva qualcuno, che la fiera aveva un biglietto di ingresso di 6 euro. Tutto si può migliorare, sempre.

Ma va detto che la qualità delle piccole produzioni – perché di tali produzioni si trattava- era mediamente eccellente. E che la trasparenza e la disponibilità al racconto dei produttori era totale.

E, infine, che i prezzi di acquisto, grazie anche al fatto che era un acquisto diretto dal produttore, erano assolutamente accettabili, considerata anche la malandata annata con produzione scarsissima in Italia.

Ad inaugurare la mostra è stata chiamata l’onorevole Mongiello, vicepresidente della Commissione parlamentare Anticontraffazione e membro della Commissione Agricoltura. Poteva essere un segnale importante. Il settore dell’olio d’oliva è molto esposto alle frodi. La stampa italiana raramente ne parla, ma sono accaduti e accadono spesso sequestri di intere partite di olio, venduto come extravergine e invece, a campionamento ed analisi, risultato olio di altri semi, se non lampante (non adatto all’uso alimentare).

E’ un fatto grave per il mondo dell’olio. Evidenziare i fattori critici non è un modo per svilire il settore, ma per valorizzare l’eccellenza produttiva che, come anche questa fiera ha dimostrato, è presente, viva e numerosa in Italia. Non fa bene a nessuno tacere sulla questione. I consumatori non sanno e sarebbe doveroso informarli.

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Alcuni grandi marchi di olio d’oliva sono stati coinvolti in denunce e hanno subito condanne. Si veda il caso recente di Merum, rivista gastronomica tedesca che denunciò la Carapelli per truffa e vinse fino all’ultimo appello.

Il mondo dell’olio onesto e buono, che vuole tutelare il prodotto e la relazione con il consumo è ovviamente un altro. E va valorizzato anche offrendo al consumatore uno strumento critico in più, che gli serva ogni volta che si troverà di fronte alla scelta di quale olio acquistare e dove acquistarlo.

Tra tanti momenti interessanti di approfondimento, si poteva forse pensare anche a questa tematica. Magari, il prossimo anno? (La Redazione).

 

 

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