di Diego Masiello
Nel bosco in cui nasce la musica
Valbruna: inaugurato il “Sentiero degli Alberi di Risonanza”

Camminare o pedalare sulle strade forestali e di campagna è tornato di gran moda e molti cominciano ad apprezzare nuovamente le lunghe traversate. È il trend turistico innovativo del momento: chilometrici tragitti associati a “natura-cultura-gastronomia” che i territori più attrezzati – e meglio amministrati – sanno offrire. Anche in Friuli Venezia Giulia, a ruota dei grandi ciclo-cammini che già lo attraversano, stanno nascendo altre proposte escursionistiche, più brevi e adatte a tutti, che stanno riscuotendo crescente interesse.
L’ultimo arrivato è The forest sound track un percorso guidato alla scoperta di una delle eccellenze regionali: gli Alberi di Risonanza della Valcanale.
Siamo a Valbruna, in uno degli angoli più incantevoli delle Alpi Giulie, quella Val Saisera che Julius Kugy ci ha fatto tanto amare con la sua romantica prosa. Chiusa dalle pareti calcaree strapiombanti del Montasio e dello Jôf Fuart, attraversata da un torrente che ne capta tutte le acque e vigilata dall’alto dal Santuario del Monte Lussari, la Val Saisera racchiude all’interno dei suoi rinomati boschi alberi dal legno prezioso. Si tratta di piante secolari di abete rosso di grandissima qualità, con caratteristiche fisiologiche molto rare, che forniscono ai maestri liutai di tutto il mondo il legno per la produzione delle casse armoniche di violini, viole, violoncelli, chitarre, clavicembali, contrabbassi, cembali e pianoforti dai suoni unici, straordinari, forti e potenti. Chi ascolta i suoni emessi da una chitarra o da una viola non sente le corde, ma le vibrazioni della cassa armonica che li trasmette all’aria circostante.

Il nuovo sentiero, praticabile tutto l’anno, porta al cospetto di questi alberi meravigliosi con un percorso di 5,5 km: dal cuore del paese di Valbruna (nei pressi dell’Hotel Saisera) si giunge in due ore mezzo, ai piedi del monte Nabois: uno dei migliori siti degli Alberi di Risonanza della Valcanale. Costeggiando inizialmente il greto del torrente, il sentiero punta in leggera salita verso il bosco demaniale di faggi e di abeti del fondovalle attraversando i prati Oitzinger, ritornati pascolo per mucche e cavalli.
Per chi volesse accorciare il percorso ci sono altri punti di accesso: dalla Saisera Huette (4 km, tempo di sola andata 3, 30 h), dall’Agriturismo Prati Oitzinger (2,7 km, 1,20 h) o dalla Locanda Montasio (1,8 km, 0,50 h).
Tutte località in cui, al ritorno, si può gustare la genuina e semplice cucina della vallata.
Il percorso è sempre ben segnalato, anche per la percorrenza invernale con sci o ciaspole.

Arrivati all’area degli Alberi di Risonanza alcune tabelle illustrano note tecniche e spezzoni dei vecchi saperi dei boscaioli. Uomini esperti che si tramandano i segreti per riconoscere questi alberi, per tagliarli con un’apposita procedura, trasportarli a valle, lavorarli in tavolette a uso liuteria e poi anche per stagionarli. Sotto alcuni di questi imponenti abeti sono state costruite semplici panchine ergonomiche che permettono di sdraiarsi e di osservarli dal basso, in silenzio, immaginando la musica che sono capaci di generare. Una musica straordinaria, che per i più romantici e fantasiosi potrebbe arrivare fino ai cori del cielo. Chissà, forse anche Julius Kugy deve averla sentita salire questa musica particolare quando racconta che “in un’indimenticabile sosta in vetta al Montasio ho sentito risuonare dei cori angelici così sacri e sublimi, che nessuna musica terrena potrebbe uguagliarli”.
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