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Dall’archivio di Konrad: DEPRESSIONE E GIOVANI

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Un male che deve essere curato.

La depressione nei giovani è in aumento e il rischio suicidi è la conseguenza più temuta. L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha evidenziato che verso il 2020 la depressione potrebbe diventare la seconda malattia più diffusa, subito dopo le malattie cardiovascolari. Il dato che più allarma è che a soffrire di questo disturbo non sono solo gli adulti, ma anche gli adolescenti.

La depressione, fenomeno molte volte sottovalutato e che non si ritiene possa interessare un individuo in giovane età, interessa sempre più la popolazione dei giovani.

L’adolescenza è un periodo ricco di cambiamenti e sfide. Affrontare la vita da adulto è un impegno che richiede sforzi e soprattutto sconfitte. Sicuramente gli ostacoli da affrontare sono tanti e nonostante molte volte si sottovaluta le difficoltà che un giovane deve dominare, le sconfitte e l’incapacita a fronteggiare autonomamente questo periodo possono dar origine a fenomeni che se non trattati adeguatamente e tempestivamente possono sfuggire dal controllo e causare eventi anche pericolosi.

Negli ultimi 30 anni la depressione tra i giovani è notevolmente aumentata ed è stata la causa di suicidi e di comportamenti a rischio per l’incolumita.

Nel corso del convegno «Bambini e psicofarmaci: tra incertezza scientifica e diritto alla salute» è stato evidenziato, da uno studio condotto all’istituto Mario Negri di Milano, che il 6% dei bambini ed adolescenti fa uso di antidepressivi.

Come si può riconoscere la depressione in un giovane? Innanzitutto bisogna dire che la famiglia, la scuola e chiunque sia vicino ad un ragazzo devono essere in grado di riconoscere un malessere che non è possibile ricondurre a un semplice stato d’animo, ma può essere causato da qualcosa che esula dalla quotidianità ed è più serio, disturbando l’esistenza e l’equilibrio psico-fisico. Poter capire qual è il problema reale e correre ai ripari con un opportuno intervento eviterà eventuali complicazioni anche importanti.

E raro che un giovane sia consapevole di essere depresso e solitamente c’è una certa riluttanza a mostrare i propri stati d’animo e la propria tristezza. Gli sbalzi d’umore o l’infelicità sono attribuiti ad eventi esterni che si ritengono momentanei e passeggeri. Spesso lo sono, ma molte volte però gli episodi ritomano o permangono anche senza un valido motivo per più tempo, ed è proprio in questi casi che ci si deve attivare.

Una depressione può insidiare seriamente la capacità di affrontare la vita ed è importante tranquillizzare chi ne soffre. La depressione altera l’umore, il comportamento e la capacita di vedere le cose con chiarezza. Un giovane depresso è spesso triste, facilmente irritabile, si sente insicuro e la sua autostima diventa sempre più vacillante. L’abuso di alcol e droghe può accompagnare una depressione, per nascondere a se stessi il vero problema ed evitare di pensarci e affrontarlo.

Cosa fare quando il proprio figlio mostra un comportamento che può far pensare ad una depressione? Innanzitutto rivolgersi al proprio medico curante, sarà lui a prendere i provvedimenti del caso e ad inviare il giovane da uno specialista per trattare opportunamente il disturbo. L’importante è rendersi conto che qualcosa non va e non considerare il disturbo momentaneo e passeggero. Certo, può anche accadere che il tutto si risolva da solo, ma le cose possono anche progredire sfuggendo al controllo senza accorgersene. Non c’è una spiegazione alla depressione: come per tutte le malatte certe persone sono più predisposte. Fallimenti, esclusione dal gruppo dei pari, il rincorrere eccessivamente il successo, possono essere fattori scatenanti che compromettono l’equilibrio del giovane e il suo stato mentale.

Nel caso in cui questi episodi si manifestano, è molto importante stare vicino al giovane aiutandolo a dare le giuste dimensioni alle cose e soprattutto non opprimendolo con giudizi negativi sul suo comportamento. Ricordiamo che i genitori sono ancora il punto di riferimento nella vita di un ragazzo e un comportamento sano ed equilibrato sarà di sicuro giovamento. Inoltre, il supporto di uno psicologo è molte volte utile per offrire la possibilità di confrontarsi ed esporre le proprie paure ed angosce a chi ha la competenza necessaria per ascoltare e consigliare o semplicemente offrire un supporto.

È importante dire che non è il caso di iniziare terapie fai da te, come molti fanno. E’ un disturbo che deve essere trattato seriamente e con mezzi adatti.

Troppo spesso si sottovalutano questi problemi e non si considera seriamente l’entità del problema Sembra che per un adolescente basti poco per risolvere tutto, quando invece paure e angosce possono essere vissute in modo abnorme e sfociare in qualcosa di più grave. Il rischio di suicidio è una delle conseguenze più temute e gli esperti affermano che in età evolutiva le possibilità che ciò si presenti è alta.

Nessuno ne è escluso. Giovani e adulti hanno le stesse probabilità di ammalarsi e rivolgersi ad un medico quando si è ancora in tempo è sempre meglio.

Paolo Baldassi

Tratto da Konrad n. 125 di aprile 2007

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