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Dall’archivio di Konrad – Egitto: Considerazioni di un bellissimo viaggio

L’Egitto: terra bella e ricca di cultura, è anche così ricca di povera gente che chiede la carità per la strada… mentre noi turisti occidentali andiamo a visitare i siti archeologici che sono di una bellezza da mozzare il fiato. Queste sono le prime impressioni che ho avuto visitando questa terra magica, mentre vi scrivo sto attraversando il Nilo su una barca traghetto, il sole sta tramontando e io sono nella cabina con mia moglie ad ammirare il paesaggio meraviglioso.

Potrei raccontarvi degli stupendi monumenti che abbiamo visitato ma questo lo trovate scritto in modo migliore sulle riviste di viaggi o su qualche guida. Quello che più salta all’occhio sono le tantissime persone che vivono grazie alle “Piramidi” o ad altri siti archeologici. Vivono e mangiano all’ombra di queste immense costruzioni fatte in epoca antica ma di geniale concezione, tanto che ancora oggi ci chiediamo come siano riusciti a costruire e progettare questi capolavori. È impossibile da spiegare e da esprimere. Nemmeno attraverso le foto che ho fatto riesco a catturare la bellezza e l’eleganza di queste meraviglie, bisogna venire a vederle con i propri occhi.

Prima di partire ho letto molto sull’Egitto ed ho visto tantissime foto, ma nulla può essere paragonato alla realtà, si resta ipnotizzati, storditi, incantati…

Ma, come dicevo, c’è anche questa povera gente, che sta tutto il giorno sotto a queste meraviglie a vendere cartoline. Cammelli di osso, piccole piramidi, mappe. Tutti li a chiederti un euro per qualsiasi cosa, per l’acqua, per la mancia… Alla fine diventano quasi fastidiosi ma fermandomi a pensare mi rendo conto che quello che hanno loro è il nulla! Noi al loro confronto siamo dei “MILIARDARI”.

Sarà banale dirlo, ma è veramente toccante vederli. Si svegliano al mattino prestissimo e, mentre noi turisti arriviamo a vedere le loro meraviglie archeologiche, ci rincorrono e ci offrono i loro lavori fatti il più delle volte a mano. É sperano, sperano sempre che qualcuno gli dia qualcosa.

Per noi cos’è un euro? Ma alla fine ti sfiancano. Mentre cammini per la strada tranquillamente passeggiando, ammirando le cose belle esposte, loro si avvicinano e ti chiedono la nazionalità. Ti invitano con una certa insistenza ad entrare nei loro bazar e ti inducono a comprare fino allo sfinimento.

Partono da cifre assurde per poi venderti a bassissimo costo: ti dicono che un oggetto costa un euro e mentre tiri fuori la moneta ti guardano di storto gridandoti che quell’oggetto ne vale almeno venti!

E decisamente molto stressante ed è difficile non rispondergli male anche perché tentano in tutti i modi di farti passare per scemo. Succede anche che ti diano una maglia per un euro, e mentre tiri fuori i soldi ti dicono che in realtà ne vale quindici. Allora gliela restituisci ma loro te la rimettono in mano e ti dicono “ok va bene per tredici. “No, non la voglio”, e mi sento offeso perché ha cercato di fregarmi. Ma lui continua abbassando ancora il prezzo rimettendoti in mano la maglia. Ci sono due modi per liberarsi di lui: o gliela compri oppure gliela butti per terra.
Talvolta sono sconcertato ma anche molto triste perché mi rendo conto che noi siamo l’unica loro fonte di sostentamento.

Se vi consiglio di venire in Egitto? Sì. Tutto è sopportabile pur di vedere una civiltà cosi bella e una terra archeologica così ricca. Bisogna solo armarsi di pazienza per cercare di capire la loro cultura. Non lo fanno per cattiveria, qui c’è tantissima povertà e noi siamo gli stranieri ricchi. Cosa possiamo pretendere? La nostra guida ha detto che loro hanno bisogno di noi perché grazie al turismo potranno dare più lavoro alla gente aiutando l’Egitto nella crescita nazionale contro la povertà e l’analfabetismo.
Allora andateci. Merita veramente.

Davide Casali

Da Konrad n. 145 edizione aprile 2009

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