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Dall’archivio di Konrad: La dieta della terra di mezzo

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La dieta Cretese

Se fino ad ora, negli articoli precedenti, abbiamo focalizzato l’Attenzione su alcuni giochi di depistaggio alimentare basati sulla riformulazione della ricetta, è giusto anche porre l’attenzione sul termine mitizzato dieta mediterranea con il quale vengono firmate molte campagne pubblicitarie di mulini e padelle.

Questa denominazione è diventata di uso comune a seguito risultati di un importante studio avviato già negli anni ’50 dal titolo “Seven Countries Study’ (Lo studio dei sette paesi). La ricerca scientifica è stata la prima nel campo nutrizionale a stabilire delle correlazioni tra dieta e salute confrontando gli abitanti di sette nazioni: Grecia, Italia, Jugoslavia, Finlandia, Olanda, Giappone e Stati Uniti Il medico Ancel Keys, l’inventore della razione K, dopo decenni di osservazioni è riuscito a dimostrare come l’assunzione di alcuni alimenti possano mantenere in salute un paese. La popolazione con maggiori aspettative di vita è risultata quella greca e più precisamente la comunità cretese, e non quella italiana perché le tradizioni gastronomiche della nostra terra sono estremamente varie e non inquadrabili in uno stile alimentare standard.

Lo studio condotto a partire dagli anni ’50 spiazzò i nutrizionisti, poiché nell’isola minoica i tassi di malattie cardiovascolari risultarono più bassi di quelli prevedibili in considerazione all’elevato consumo di grassi, pari al 29% delle calorie totali. E fu da quel momento che si iniziò a considerare il ruolo protettivo degli acidi grassi monoinsaturi contenuti nell’olio di oliva.

Conclusosi lo studio alla fine degli anni 70, si è assistito ad un crescendo di stratificazioni mediatiche guidate da interessi commerciali. Si è slegata la dieta cretese dal contesto colturale e culturale e si è attribuito un significato protettivo ai singoli alimenti o addirittura al singoli composti, come ad esempio promuovendo solo l’olio di oliva o solo gli acidi grassi polinsaturi omega 3 presenti in questi olii.

Le ricerche sono proseguite per capire come fosse possibile che i cretesi, con un sistema sanitario arretrato, avessero un tasso di morte coronarica inferiore di ben 37 volte a quello degli statunitensi (OMS 1987).

La dieta cretese, studiata con attenzione, rivelò molti segreti che concorrevano nel mantenimento dell’ottimo stato di salute, il 60% e più dell’apporto calorico derivava da frutta, verdura, noci, radici, cereali e legumi; appena il 7% delle calorie proveniva da alimenti di origine animali come pesce, uova, formaggio di pecora e capra, agnello, animali da cortile, lumache di terra. Questa cucina è intimamente legata al suo ambiente di terraferma e marino da più di 6.000 anni. Ad esempio i cretesi mangiavano la più grande quantità di verdure selvatiche rispetto a tutte le altre popolazioni.

Dall’analisi bromatologia (studio della composizione di un alimento) delle erbe spontanee tradizionalmente consumate più di 150 varietà nell’arco dell’anno, si è accertato il ruolo protettivo che esse ricoprono in quanto sono ricche di moltissimi antiossidanti. Inoltre, il modello alimentare cretese prevedeva anche il digiuno religioso nei periodi di quaresima, prima di natale e dell’assunzione, comprendendo circa 180 giorni all’anno.

In queste giornate non era prevista l’assunzione di carni, uova, formaggi. Come abbiamo visto la dieta derivante dalla civiltà minoica, con le sue evoluzioni nei vari momenti storici, è un vero modello alimentare da prendere in considerazione per mantenere In salute le popolazioni e non può essere svilito presentandolo solo come del “quattro salti”.

Infatti la Finlandia, paese che ha partecipato allo studio del dott. Keys e che aveva i più alti indici di mortalità cardiovascolare, a partire dagli anni 70 ha impostato un piano governativo per modificare lo stile alimentare seguendo i principi di prevenzione nutrizionale di base, focalizzandosi ad esempio sull’assunzione di grassi saturi. Dopo 30 anni di assiduo impegno su tutti i fronti, soprattutto su quello dell’industria alimentare, la mortalità cardiovascolare della popolazione finlandese è scesa del 7596. Al contrario a Creta, patria della vera dieta mediterranea, i bambini ora presentano i più alto tasso di obesità e soprappeso dell’area europea. Ciò sta a dimostrare quanto sia importante il ruolo dei piani governativi responsabili e capaci di salvaguardare costantemente la salute della propria comunità, attraverso azioni efficaci che non lascino spazio a compromessi con interessi economici e commerciali.

Giulio Barocco

Tratto da Konrad numero 135 di aprile 2008

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