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La ruota della fortuna

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In questo periodo uno dei programmi di prima serata è La ruota della fortuna, presentato da Gerry Scotti con la partecipazione di Samira Lui, in onda su Canale 5. Il programma segue un format americano, e negli anni, da quando è stato presentato da Mike Bongiorno, ha subito anche delle variazioni, ma il meccanismo è sempre lo stesso. I concorrenti devono infatti trovare una frase misteriosa, scelta degli autori del gioco, chiedendo al loro turno le lettere che immaginano presenti nella frase. Una differenza che ho notato è che attualmente le frasi sono ben corpose, lunghe, mentre a mia memoria ai tempi di Mike erano più corte. Ma, senza far riferimento a format o cose simili, questo era il gioco dell’impiccato quando andavamo a scuola. Come funziona: si gioca con il compagno di banco e ognuno, a turno, sceglie la parola che l’amico dovrà indovinare, e ad ogni richiesta fallita, poiché la lettera non è presente nella parola, viene costruita una forca sulla quale poi prenderà forma un impiccato… un po’ macabro, ma l’abbiamo giocato tutti da giovani.

Quello che voglio raccontarvi invece è che forse, se la frase è creata in un certo modo, si riesce a indovinare la frase senza aver prima richiesto neanche una sola lettera. Proviamo? Avviso che ad ogni asterisco corrisponde una lettera, ma scrivo sotto anche il diagramma, come per i rebus, nel quale indico quante lettere ci sono nelle singole parole.

***** *** ***, * ******: “** ******!”
5 3 3, 1 6: “2 6!”
CLIENTE ABITUALE

*’ **** ** ********* ********
1’ 4 2 9 8
A 80 ANNI SOFFIA SU 20 CANDELINE

Invito chi è arrivato fino a questo punto a sospendere la lettura e provare a dare la soluzione. Assicuro che si può fare, e ogni tanto lo sperimento in qualche scuola elementare.
Diamo un aiutino, comunque.
Basta immaginare la scena, e ad esempio vedere questo cliente abituale, che si trova, penso, in un negozio (probabilmente non dal concessionario di automobili, dove di solito non si è clienti abituali…) e vedendo che ci sono i due punti e le virgolette, supporre che dica una frase fatta di due parole, una di due e una di sei lettere… cosa mai potrà dire un cliente abituale, che va forse giornalmente in quel locale, dove è conosciuto lui e sono risapute le cose che acquista abitualmente?
Poi, cosa deve accadere perché uno ad ottant’anni festeggi il compleanno e faccia mettere solo 20 candeline sulla torta? Attenzione, che quel segno dopo la prima lettera è un accento, e non un apostrofo.
A questo punto abbiamo trovato la soluzione? Penso di sì; io la scrivo giusto per controllo: ENTRA NEL BAR E ORDINA: “IL SOLITO!”; È NATO IL VENTINOVE FEBBRAIO. Attenzione che nella prima frase il verbo corretto non è “chiede”, ma “ordina”. Da ora in poi, ne sono certo, precederete tutti i concorrenti nel trovare le frasi delle prossime puntate!

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