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Trieste. Uno sguardo intimverso
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Trieste. Uno sguardo intimverso: uno sguardo intimo e diverso sulla nostra Trieste

Trieste è stata raccontata in diversi modi in letteratura, a partire dai nomi più celebri scrittori, fino ad arrivare alle moderne interpretazioni della città. Tra queste vi è una raccolta di racconti, a cura di Laila Wadia ed edita da Cosmo Iannone editore, che racchiude un punto differente di vista della città: Trieste. Uno sguardo intimverso raccoglie sette voci di donne, tutte adottate dalla città, foreste verrebbero definite dagli autoctoni, che hanno deciso di trasferirsi per ragioni diverse in città e ne raccontano la propria personale interpretazione.

La raccolta si propone di raccontare la città attraverso «Uno sguardo intimo e diverso, ma anche pluriverso, controverso e converso: dal Carso al centro città, angoli e angolazioni meno conosciute, oltre i luoghi comuni e i confini segnati su una mappa». E le scrittrici coinvolte in questo progetto ci riescono benissimo: raccontano Trieste da differenti punti di vista, con la propria personale interpretazione, inserendo nella storia letteraria della città anche la propria storia personale.

La raccolta è composta da 6 racconti e un intermezzo, in cui viene rielaborato il tema della città quasi sempre in chiave autobiografica; queste 7 scrittrici si raccontano e raccontano Trieste da come la vivono e ci troviamo immersi in 7 città diverse, che mostrano altrettante prospettive alla nostra letteraria città.

«Alle volte capita così, capita che vai da qualche parte, ti innamori e resti. Nonostante la nostalgia, nonostante tutto»

Mi sono sentita particolarmente vicina alla rappresentazione poliforme di Trieste di Trieste. Uno sguardo intimverso specialmente perché vicina alla prospettiva da “straniera” che ha deciso di stabilirsi a Trieste, in quanto tale; una visione che è affine alla mia ma che allo stesso tempo si è mostrata in alcuni casi diametralmente opposta: alcune di queste rappresentazioni si sono concentrate su Trieste e il Carso, altre sulla sua multietincità, delle altre ancora sull’accoglienza che si può avere a Trieste, altre sulle strade del mondo che hanno portato qui. Tutte queste scrittrici parlano della stessa cosa, della città che riconosciamo tra le pagine vera e pulsante, con tutti i suoi pregi e le sue contraddizioni, ma allo stesso tempo ci viene fornita una testimonianza nuova, diversa per ognuna. Una raccolta di racconti che alle volte raggiunge l’autobiografia ma che serve a dare interpretazioni diverse alla stessa città.

Trieste non è una città facile, dice Laila Wadia nel suo racconto La cruna dell’ago, ma allo stesso tempo una città che ha fatto innamorare molti e che molti incanterà ancora: per questo Trieste. Uno sguardo intimverso sembra una testimonianza perfetta per raccontare in quanti modi diversi si può viverla, e in quanti modi differenti rimanere incantati dalla sua scontrosa grazia.

Giorgia Chiaro

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