La primavera è in arrivo e con gli sbalzi di temperatura tipici del periodo i raffreddori non mancano. In più, quest’anno l’inverno é stato particolarmente lungo e ha esaurito tutte le principali risorse difensive, lasciandoci più esposti a febbri e infezioni varie. Che fare? Fortunatamente ci viene in aiuto una sostanza della natura straordinaria, la vitamina C o acido ascorbico, che sembra avere un forte potere protetivo nei confronti delle vie respiratorie. Lo confermano sempre più studi scientifici provenienti da numerose parti del mondo. Ultimamente la Cochrane Colaboration (ente di ricerca indipendente per la valutazione della ricerca scientifica) ha voluto verificare i principali studi sulla vitamina C; i ricercatori hanno analizzato i dati di cinque ricerche che hanno coinvolto persone sotloposte a stress fisici considerevoli: maratoneti, soldati canadesi durante le esercitazioni in inverno, bambini che frequentavano un campo-scuola di sci. In tutti questi casi, un po’ estremi e quindi ad alto rischio infezioni, prendere un grammo di vitamina C al giorno ha dimezzato l’incidenza di raffreddori; un alto studio, condotto stavolta su adolescenti nuotatori impegnat nell’agonismo, ha confermato poi che questa dose ne dimezza la durata. Stando a ulteriori ricerche valutate dagi esperti, inoltre, prendere vitamina C con regolanità riduce la durata media dei raffreddori dell’8 per cento negli aduti, del 18 per cento nei bambini.
Il modo migliore per approvvigionarci quotidianamente di questa preziosa sostanza é attraverso la dieta; con un’alimentazione vara ed equilibrata si riesce a ottenere una buona quantità di vitamina C che agisce come antiossidante e per questo protegge dalle infezioni virali come i raffreddore. Nella maggior parte dei casi gli integratori non servono: nel dubbio, basta parlare della propria dieta con il medico di base per scoprire se ne introduciamo abbastanza o se serve un aiuto. I supplementi possono talvolta essere opportuni nei bambini, spesso restii a mangiare frutta e verdura ricche di vitamina C e nelle persone malate o deboli: anche in questo caso, tuttavia, è bene consultare il medico. I cibi dove la vitamina C è più abbondante sono verdure come peperoni, pomodori, rucola, insalata verde, spinaci, broccoli, cavoli e cavolfiori, ma anche frutta come ribes, kiwi, fragole, papaia, arance e limoni. Necessarie le famose cinque porzioni quotidiane di vegetali, perché altrimenti non si riesce ad arrivare alla dose raccomandata di un grammo al giorno: se in un etto di ribes infatti, ci sono ben 200 miligrammi di vitamina C (ma è difficile che qualcuno si mangi mezzo chilo di questi frutti di bosco), in un etto di arance se ne trovano “solo” 50 milligrammi. Per conoscere i contenuti in vitamina C dei diversi cibi e sapere se ogni giorno ne introduciamo abbastanza si può consultare la banca dati della composizione degli almenti del’ex Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione (INRAN, oggi accorpato al Consiglo per la Ricerca e la sperimentazione in Agricoltura), oppure più semplicemente su internet esistono moltissimi siti di informazione sull’alimentazione dove è possible ottenere iste complete di alimenti e di contenuto di vitamina C.
Alcune raccomandazioni importanti per non rischiare di danneggiare o distruggere inavvertitamente questa preziosa sostanza: prima di tutto, la vitamina C non regge le alte tempe-rature; in parole semplici nei cibi cotti scompare. Secondo, essa non tollera il contatto con il metalo, per cui lo spremiagrumi in acciaio la distrugge (consigliamo un modello in vetro e non in plastica che si scioglie piano piano a contatto con lacido dell’agrume). Poi, viene distrutta dall’ossigeno, per cui il cibo va mangiato velocemente e lasciato in meno possible a contatto con faria. Infine, non serve eccedere perché il corpo assimila meglio questa vitamina se presa in dosi moderate più volte al giorno piuttosto che tutta in una volta.
Questo rischio si corre soprattutto con gli integratori per i quali occorre limitarsi alle dosi consigliate.
Cosa dire ancora sulla vitamina C? Linus Carl Pauling – tra i più celebri scienziati del ventesimo secolo – è stato un chimico, pacifista e scrittore statunitense ed è stato vincitore di due premi Nobel, per la chimica nel 1954 e per la pace nel 1962. Pauling, insieme allo psichiatra canadese Abram Hoffer, ha contribuito allo sviluppo di una medicina alternativa chiamata medicina ortomolecolare. In particolare, sosteneva l’ipotesi di usare dosi massicce di vitamina C nella terapia del cancro e delle malattie cardiocircolatorie, così come nella prevenzione e cura del raffreddore comune. Inizialmente osteggiato dalla comunità scientifica, oggi sta ricevendo sempre più conferme e attestati di stima per questa sua intuizione straordinaria.
Nada e Giacomo Bo
Tratto da Konrad n. 185 di aprile 2013
