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Gli italiani sono matematici!

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Sembrerà strano ai più, ma gli italiani sono matematici: si distinguono nelle gare di matematica. Io, in quanto adulto, posso partecipare solo alle gare note col nome di Giochi Matematici, organizzate dalla Bocconi, ma un’altra competizione, senz’altro più tosta, e rivolta solo a studenti dei licei, sono le Olimpiadi di Matematica.

Partiamo allora con il parlare delle Olimpiadi, che quest’anno si sono svolte a Shanghai, in Cina, e alla quale hanno partecipato, come da regolamento, sei atleti per nazione. I nostri sei concorrenti sono stati Marcel Stologan, Diego Barcellone, Marius Stologan, Anna Kazhamiakina, Luca Cavallo Perin e Manfredi Italiano, che hanno conquistato un oro, un argento e tre bronzi. Ricordo che la medaglia d’oro non va al primo, ma a chi riesce a superare un certo punteggio, quindi ci sono in palio tanti ori, tanti argenti e tanti bronzi. Come al solito, la Cina ha portato a casa sei ori, mentre già gli Stati Uniti, secondi classificati, hanno catturato solo quattro ori. Giusto per dare un’idea della difficoltà della gara, diciamo che solo sette concorrenti hanno totalizzato 42 punti, il massimo possibile; chi volesse approfondire, può cliccare qui.

Ma passiamo ai Giochi Matematici, la cui finale internazionale si è tenuta per la prima volta in Italia, alla Bocconi di Milano. Io non ho potuto partecipare, perché era necessaria la mia collaborazione nel seguire la squadra e a tenere i contatti con chi coordinava la manifestazione. Comunque, nelle varie specialità a seconda della classe e dell’età, abbiamo portato a medaglia Edoardo Ferrari, Dulna Warapperuma, Matteo Cappiello, Tommaso Laganà, Andrea Bernacchi, Andrea Attili, Fabio Angelini, Michelangelo Sabatini, Giacomo Bertolucci, Massimiliano Foschi e Matteo Silimbani. La cerimonia delle premiazioni si può vedere cliccando qui; mi vedete gironzolare sul palco attorno al minuto 7, mentre stiamo preparando le ultime cose, e assieme al mago Alessandro Parabiaghi attendo l’arrivo delle classifiche.

Quello che si può dire esaminando le classifiche è che siamo deboli nelle categorie dei più piccoli, andiamo meglio nelle categorie superiori. Ci sono nazioni dove lo spirito delle gare viene insegnato già alle elementari, mentre nella nostra nazione vedo che non c’è questa consapevolezza. Anche a Trieste io non ho trovato molta partecipazione o interesse da parte delle persone competenti per queste attività. Opinione personale, ovvio, che può essere giusta o forse sbagliata. Ma ne possiamo parlare.

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