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Il cammino di Santiago- Premessa  n.  1

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Sono convinto che chiunque viaggi sapendo di farlo sia un essere umano fortunato, quasi indipendentemente dalla difficoltà o dall’arrivo. Certo, molti casi di viaggio non rientrano in questa tipologia e non possono definirsi fortunati, come i cosiddetti viaggi della speranza (troppo dolore cancella ogni fortuna); ma in generale, se c’è una consapevolezza e una volontà a intraprenderli c’è anche un’apertura, che è una ricchezza per chi li fa e per chi, eventualmente, ne viene a conoscenza tramite il loro racconto. Ogni viaggiatore che parli del suo viaggio è un narratore che parla di esplorazioni in zone inesplorate, sia che descriva una via del suo centro città, sia che parli di un sentiero del Carso, di un viaggio nell’Artico o di un cammino spirituale: la visione e le riflessioni del tutto personali illuminano di luce nuova ogni angolo di questo mondo.

E quindi con somma gioia che leggerete gli articoli di viaggio di Riccardo Ravalli: come ogni viaggio, anche il suo inizia con lo studio del viaggio stesso e …Ma lascio a lui le parole suoi nuovi territori.



Premessa della premesse

Allora, come diceva quel tale, il dado è tratto.

Vuoi perché sono ormai in pensione vuoi perché il tarlo che mi hanno instillato, da qualche anno, ha continuato a lavorare silenziosamente.

E ora è diventato farfalla: l’idea di partire, non per cime innevate né spiagge caraibiche.

Ma verso occidente, superando passi pirenaici, intessuti di storie medievali, poi attraversando le mesetas lungo assolate strade e ventose, e contemplando pievi romaniche e mozarabiche, anche più antiche.

Per perdermi, infine, all’estremo limite dell’Occidente, nel frangersi inesausto dell’Atlantico.

Dovrò arrivare, in qualche modo, al punto di partenza, sul versante pirenaico francese a Saint-Jean-Pied -de-Port.

Mi attendono poi circa i 700 km a piedi del “Camino Francese”, forse il più antico tragitto percorso dai pellegrini, diretti a Santiago de Compostela, per incontrare lui, Santiago o S. Giacomo, uno degli apostoli prediletti.

E troverò, poco oltre, a Finisterre l’oceano.

E lungo il percorso, camminerò assieme e dialogherò con gli amici di oggi e di ieri…  e con voi.

Percorso indicativo da internet:

https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/5/54/Caminos_Santiago_actuales_-_01_Camino_Francés.svg?download

Fuente: Federación Española de Asociaciones de Amigos del Camino de Santiago.

Screenshot


80 gg. alla partenza

 

 

 

Perché, con chi? E’ da tempo che questi interrogativi mi frullano in testa mentre le risposte rimangono ancora un po’ vaghe e si arricchiscono progressivamente di sfumature.

 

Ancora troppo coinvolto dal come, dall’incastrare tutte le tessere del mosaico: orari di aerei, treni e bus. E il peso dello zaino e i dubbi su cosa portare e cosa no.

 

Distratto e confuso dalle mille domande che si pongono i pellegrini internauti nei siti dedicati, alcuni desiderosi di partire.

 

Convivono con questi tempi moderni che moderni tanto non sono e che gettano una luce sinistra sul nostro mondo.

E sulla nostra attuale civiltà. Ce ne rendiamo conto sfogliando un giornale o guardando distratti quello che i tg ci vomitano addosso…

Non posso non pensare che nel 1937 venne cancellata la cittadina basca di Gernika-Lumo nel corso della guerra civile, quasi prova di quel che dopo poco sconvolgerà non solo l’Europa.

 

Rivivo quel periodo leggendo anche la monumentale biografia di “Oppie”, suo malgrado, uno dei padri della bomba. Che personaggio! 

E che errori madornali e crimini sono stati compiuti da allora in poi: criticità nel rispetto della libertà di opinione, nei rapporti tra scienza e politica per l’uso delle tecnologie nucleari più avanzate, nei rapporti tra gli Stati (Usa e URSS in primis), sempre più connotati da una reciproca sfiducia, nella migliore delle ipotesi. Fino all’attuale situazione di guerra non solo latente. Veramente meritiamo l’estinzione.

 

Allora però ci fu, e ancora grida, la risposta di Picasso con il suo quadro che, tra l’altro, è tornato in Spagna solo molti anni dopo, alla morte del Caudillo F.F.. 

 

Mentre nulla per ora nasce e fiorisce dalle macerie di Gaza, dell’Ucraina e di numerose altre località… per non parlare del buco nero della Cina. 

 

Mi domando: cos’è l’uomo, cosa lo spinge e lo muove, quale la sua natura, se si può rispondere generalizzando: solo economia o volontà di potenza?

 

Dalla preistoria ad oggi. Prima raccoglitore, cacciatore poi agricoltore stanziale.

Ora spesso osservatore passivo, ricettore di notizie. 

 

Ma in passato siamo stati soprattutto camminatori indomiti. Come Otzi. Come ce lo dimostrano ancor oggi i Masai che, secondo i racconti di Giovanni, compiono tranquillamente svariate decine di km solo per portare un saluto a vecchi amici, da un capo all’altro delle torride savane africane.

 

Quindi direi che prima di tutto l’uomo è ed è stato camminatore: per cercare acqua e cibo, per allontanarsi da zone infide e sfuggire ad animali pericolosi. Anche umani.

 

Ora anch’io mi inserisco in questa innumerevole moltitudine errante, quasi e non solo per il gusto del cammino e dell’osservazione ma forse più per una sorta di meditazione attiva sulla mia vita, sul passato e sul futuro, breve o lungo che sia. 

E per esprime una risposta non violenta a come vanno le cose.

 

Ora, incrostato di passato, arrugginito mentalmente, vorrei in un certo senso rinascere, depurarmi dalle scorie alimentate da decenni di stanzialità lavorativa.

 

Ritrovarmi… e ritornare.

 

E così intanto mi (ri)metterò nei sandali e nelle vesti lacere degli opliti di Senofonte che, in guerra nell’Asia minore, tentarono di sopravvivere e ritornare vivi a casa. 

 

O nel pastrano di mio nonno Paolo che dalla Grecia amica due millenni dopo fu deportato in treno e a piedi, nell’Europa centro-orientale.

 

E visse un incubo lungo 2 anni e più dove perenne sembravano regnare solo l’inverno e l’incertezza del futuro, avendo rifiutato l’adesione alla Repubblica di Salò.

 

Rifugiandosi nei sogni, in scampoli passati di vita familiare, più veri della sua realtà concreta.

 

 

Hola a todos

 

 

Don Ky

 

23/02/26

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