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Il grande Giaffa: la rivincita degli sfigati

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All’83ª edizione della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, nella Settimana Internazionale della Critica, tra i primi film proiettati c’è l’italiano Il grande Giaffa, diretto dal giovane regista esordiente Marco Santi. Un film dalla comicità paradossale che, con l’imprevedibile girandola di inganni del protagonista, si rivela un buon modo per iniziare il festival.

Al centro della storia c’è Giacomo Falta (interpretato da Edoardo Pesce), un imbranato uomo di mezza età con il quale è impossibile non empatizzare. Tanto impacciato e inadeguato da essere vittima delle proprie insicurezze, Giacomo si barcamena tra un lavoro nel quale è finito solo grazie a una raccomandazione (l’orribile capo è lo zio della sua compagna) e una vita familiare dominata dalle continue richieste dell’insaziabile fidanzata, che pretende per sé e per il figlio regali frivoli e continui favori.

Nella tranquilla e noiosa provincia in cui vivono Giaffa e la sua famiglia è atteso da tutti al teatro lo spettacolo del grande Giason, un misterioso showman carismatico capace, almeno in apparenza, di rappresentare tutto ciò che Giacomo non è, ma che presto si rivelerà un ciarlatano in grado di ingannare l’imbambolato pubblico in adorazione.

Dall’incontro con lo showman imbroglione prende il via una serie di vicissitudini sempre più grottesche che porteranno Giacomo a calarsi proprio nei panni del seducente showman Giason. In questa assurda trasformazione, Giacomo, all’inizio involontariamente e poi prendendoci gusto, inganna chiunque incontri sul proprio cammino, fino a mettere in piedi una clamorosa e improbabile «truffa nella truffa» che lo condurrà a rivestire egli stesso i panni dello showman carismatico: per l’appunto, il grande Giaffa. Il risultato di questa trasformazione a tappe è un gioco paradossale di identità, inganni e bugie, nel quale chi sembrava destinato a essere per sempre lo sfigato di turno finisce per prendere il controllo del gioco. E così Il grande Giaffa costruisce una piccola rivincita dei falliti sulla massa giudicante. Con questa truffa nella truffa chi è abituato a esser guardato dall’alto in basso – o a non essere visto per niente –  trova il modo di prendersi la propria rivincita.

Irene Tartaglia

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