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Il primo voto dei fuorisede italiani

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Le elezioni di questo fine settimana segnano una data importante per una piccola battaglia che viene portata avanti dai fuorisede del paese: per le imminenti elezioni europee avranno la possibilità per la prima volta di esercitare il proprio diritto di voto senza dover affrontare lunghi e costosi viaggi verso il comune di residenza. 

Questa estensione del diritto di voto, fino ad ora non concessa, è stata introdotta dal Decreto Legge 7/2024, convertito nella Legge 38/2024, e regolamentata dalla Circolare del Ministero dell’Interno 27/2024, grazie alla quale circa 24.000 studenti e lavoratori fuori sede potranno votare nel comune in cui vivono temporaneamente o in apposite sezioni speciali nei capoluoghi di regione.

Come funziona la procedura? Si presenta una richiesta al comune di residenza entro il 5 maggio 2024. La domanda doveva includere un modello scaricabile dal sito del Ministero dell’Interno, una copia della tessera elettorale, un documento di riconoscimento e un certificato di iscrizione a un’istituzione scolastica o universitaria del comune di domicilio temporaneo. Una volta accolta la richiesta, il comune capoluogo della regione di domicilio temporaneo rilascia un’attestazione di ammissione al voto. Questo documento, inviato via posta elettronica all’indirizzo fornito nella domanda, deve essere presentato al seggio insieme a un documento d’identità valido e alla tessera elettorale. I seggi sono designati in maniera specifica in base alla città.  Sono previste agevolazioni di viaggio dal comune di domicilio al capoluogo di regione e ritorno (i capoluoghi sono le uniche città in cui è prevista l’autorizzazione al voto da fuorisede). Tuttavia, questa soluzione non elimina completamente la necessità di spostamenti, rappresentando ancora un ostacolo per molti.

Il Ministero dell’Interno ha annunciato che 23.734 studenti hanno presentato la domanda di voto entro i termini. Di questi, 21.166 voteranno in sezioni speciali nei capoluoghi di regione, fuori dalla loro circoscrizione di origine, mentre 2.568 voteranno nel comune dove vivono temporaneamente, ma sempre nella loro circoscrizione di residenza. Inoltre, 5.339 di questi studenti parteciperanno anche alle elezioni amministrative. Anche se rappresentano una piccola parte degli studenti fuorisede, stimati tra 400.000 e 800.000 in Italia, questi 24.000 studenti che votano vicino al loro domicilio sono un importante passo avanti verso il voto a distanza. Questa sperimentazione potrebbe fornire dati utili per future riforme elettorali, facilitando la partecipazione di tutti i cittadini, indipendentemente da dove vivono temporaneamente.

L’introduzione del voto per i fuori sede alle elezioni europee del 2024 è un’innovazione significativa nel panorama elettorale italiano. Nonostante le sfide logistiche e organizzative, questa misura rappresenta un passo importante verso una maggiore inclusività e partecipazione democratica. E soprattutto per avvicinare un pochino di più i giovani alle urne.

Giorgia Chiaro

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