Prima di parlare del libro Racconti giusti vorrei spendere due parole su chi lo ha scritto e su come è arrivato a scriverlo, cosa che, peraltro, ha ben spiegato lui stesso nella postfazione.
L’autore è Nello Trocchia, giornalista, inviato del Domani, scrittore di inchieste e libri sulla mafia e sul carcere e, soprattutto, padre della piccola Anna che prima di dormire vuole sentire i racconti di papà.
Tanti anni fa, quando chiesero a Beatrix Potter perché il suo Peter Coniglio aveva avuto tanto successo, rispose che era perché lo aveva scritto, con amore, per un bambino vero.
Ecco, quindi, come è nato Racconti giusti. Storie inventate di vera legalità, reale giustizia e profondo coraggio: è stato scritto, con tanto amore, per una bimba vera, ed è stato scritto da chi ogni giorno parla di legalità (vera), di giustizia (reale) e di coraggio (profondo).
Si tratta di un volumetto di sole sette narrazioni, una per accompagnare i sogni di ogni notte della settimana, in cui i protagonisti, spesso animali o comunque fortemente legati al mondo ambientale, trovano la forza di fare qualcosa di buono per gli altri, qualcosa di giusto, anche se difficile o pericoloso. Ognuno di loro, nelle intenzioni dell’autore, richiama un personaggio realmente esistito che si è speso per il bene comune, a volte anche fino a rimetterci la vita: Pino Puglisi, Emanuela Loi, Letizia Battaglia, Gino Strada, Anna Maria Ciccone, Felicia Impastato e Alda Merini.
Alla fine di ogni racconto, una paginetta spiega a quale personaggio si ispira la storia, accompagnata da una illustrazione di Alida Pintus, artefice anche della copertina., e il tutto aiuta a riflettere maggiormente su quanto si è appena letto, rendendosi conto che non si tratta soltanto di modelli inventati, ma di eroi ed eroine che hanno cercato veramente di migliorare il mondo.
Sono favole, leggere e impegnate allo stesso tempo: ci ripetono in continuazione che ci vogliono forza e volontà per cambiare le cose, e che non bisogna invece voltarsi dall’altra parte perché è più facile; che è importante aiutare sempre gli altri, anche se non si conoscono, e che questo dovrebbe sempre essere il primo insegnamento in questo mondo; che ci sarà sempre qualcuno pronto a criticare e a dire che non ne vale la pena, ma che non bisogna ascoltarlo e anzi si deve continuare ad impegnarsi. “Ti diranno che tanto non cambia niente, ma tu non li ascoltare. È il canto dei perdenti. Perché si perde quando ci si gira dall’altra parte.” (p.137) Che belle parole, che bell’insegnamento per una bambina (e non solo)!
Per finire, bisogna dire che lo stile è sì semplice, ma coinvolgente, e alcune trovate di Trocchia, come il “tè alla rugiada” o i teneri timori della piccola stella che ha paura di illuminare l’oscurità ma che non vuole restare una semplice pietra, sono davvero dolcissime, e sono sicura che i bambini adoreranno queste favole. A dire la verità, anche se sono consigliate dagli 8 anni in su, credo proprio che anche a qualche adulto potrebbe scappare una lacrimuccia: non perché sono tristi, anzi! Sono racconti che esprimono tanta gioia di vivere, ma sono così deliziosi che commuovono per la speranza che sanno infondere.
Nello Trocchia.
Racconti giusti. Storie inventate di vera legalità, reale giustizia e profondo coraggio.
De Agostini, 2025
pp. 137
€16,90
Anna Calonico