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roald dahl 13 oktober 1982
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Sulle recenti modifiche ai libri di Roald Dahl

Roald Dahl è uno scrittore che ha riempito l’immaginazione di molti bambini con racconti e personaggi unici. Il grande gigante gentile, Matilda, Le Streghe e Charlie e la fabbrica di cioccolato sono solo alcuni dei titoli dell’autore diventati cult della letteratura per i più piccoli, che molti adulti di oggi ricordano con nostalgia.
Per questo la notizia degli ultimi giorni sui cambiamenti che la casa editrice Puffin Books (branca del gigante dell’editoria Penguin Random House, che ne pubblica i libri in lingua originale) hanno creato un dibattito molto acceso sul tema.

Come riporta infatti il Daily Telegraph, di recente si è scoperto che sono state apportate delle modifiche in alcuni dei testi di Dahl. L’articolo “denuncia” che già a partire dal 2020 è stato messo in atto un piano di revisione sulle sue opere, non cambiando la trama ma la forma: parole come grasso, brutto, queer sono state sostituite a favore di un linguaggio più inclusivo o si è deciso di favorire alternative più neutre (come nel caso di chambermaid con il più neutro cleaner). La motivazione è quella di voler adattare i libri di un autore storico anche alle generazioni presente e future, affinché, come riferisce l’editore, «possano essere apprezzate da tutti anche oggi».

Già in passato lo stesso Dahl ancora in vita aveva apportato delle correzioni ai suoi testi che potevano essere equivocate, per esempio nel caso degli Umpa Lumpa della Fabbrica di cioccolato che venivano in una precedente versione descritti come schiavi africani, mentre poi vennero cambiati a favore di personaggi di fantasia.

Sembra corretto, alla luce di questa vicenda che ha creato un dibattito internazionale, porsi la domanda: quanto giusta è questa operazione di cambiamento?

Da bambina che è cresciuta con le favole di Dahl, ma allo stesso tempo da persona cosciente dei cambiamenti della nostra società da quando le storie sono state scritte, non riesco a prendere una posizione netta sul tema. Certo è che modificare le opere di un scrittore che in qualche modo ha segnato la storia della letteratura – anche se quella dell’infanzia – può sembrare assurdo, tenendo conto del fatto che il creatore originario non ha ormai più diritto di parola su questi ritocchi; allo stesso tempo il linguaggio, specie quando ci si approccia all’infanzia, è importante, tanto importante che può contribuire già in tenera età stereotipi e bias che poi influenzeranno la mente del bambino e dell’adulto poi.

Questa la notizia, ma c’è stato un contrordine: dopo che il mondo intero ha parlato con sdegno di questa cosa, compresa la regina consorte Camilla al suo club del libro, Penguin Random House ha fatto un passo indietro. Hanno annunciato pochi giorni dopo che pubblicheranno anche una versione senza censure dei libri di Dahl.

E quindi rimarrà ora solo a noi l’amletico dubbio: leggere ai nostri bambini le storie di Roald Dahl con le modifiche o quelle uncensored?

Giorgia Chiaro

 

 

In copertina: Uitreiking Gouden Griffel en Penseel in Utrecht. Roald Dahl (l) en Nannie Kuiper, 13 oktober 1982 Hans van Dijk for Anefo, CC BY-SA 3.0 via Wikimedia Commons

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