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Buon centenario, Mike!

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Mike Bongiorno ci ha lasciati nel 2009, ma quest’anno possiamo festeggiare il centenario della sua nascita, avvenuta nel 1924 a New York. È stato senz’altro un presentatore unico, con le tante presentazioni del Festival di Sanremo, con i tanti Telegatti vinti, con i tanti programmi ideati e presentati da lui, e anche con le tante imitazioni subite.

Prima di scrivere questo articolo ho cercato un po’ in rete alcune notizie a proposito del celebre personaggio, per poter dire qualcosa di diverso a proposito del presentatore, che ho avuto modo di conoscere quando, ragazzetto, ho partecipato al suo programma Superflash, su Canale 5. Era il 1983, e Mike era appena passato alle reti Fininvest, dopo aver presentato Flash su Rai 1.

Una domanda che non ha mai avuto risposta chiara era se le gaffe di Mike erano vere o meno. E non so rispondere, ma so che lui cercava di fare spettacolo: una volta c’è stato un siparietto con me, e adesso ve lo narro.

Io avevo partecipato all’ultima puntata della stagione 1982/83, e mi sono ripresentato all’apertura in ottobre dopo la pausa estiva, e soprattutto dopo esser partito militare. Ero in divisa, come richiesto da Mike (“farà tenerezza, un giovane in divisa, e quindi presentiamolo come militare, questo Dendi”). A un certo punto per una domanda dovevo uscire dalla mia postazione e mettermi accanto a Mike, che si accorge che non avevo i capelli corti corti come forse si usava in precedenza. Il presentatore chiede se me li avessero tagliati all’entrata in caserma, io rispondo affermativamente, e lui ricalca chiedendomi se mi crescono velocemente i capelli. Io mi sento obbligato a dire: “Certo, NOI non abbiamo problemi di capelli”. Mike ribatte: “Ah, lei non ha problemi di capelli?”, e io: “No, non io, ma NOI!”. Mike sorride e il pubblico applaude. Se il pubblico pensava che lui avesse o non avesse il parrucchino, era poco interessante, ma ne è venuta fuori una battuta e questo era proficuo per il programma e quindi gratificante per Mike.

Ecco, questo era Mike Bongiorno, che cercava di divertire e divertirsi, anche se la battuta poteva sembrare fatta a suo danno.

Ma c’è ancora qualcosa che mi piace raccontare: all’epoca le puntate venivano registrate il mercoledì e poi trasmesse il giovedì. Ebbene, quando è finita la registrazione della mia terza puntata, e quindi, verso le 11 di sera, ero al telefono in corridoio per avvisare a casa che la mia avventura era terminata. Posato il ricevitore, mi accorgo che Mike era rimasto dietro di me fino alla fine della telefonata, per dirmi due parole di conforto e per salutarmi.

Con questo ricordo ti saluto, Mike, e, sperando che non sia una gaffe, ti auguro cento di questi giorni!

Giorgio Dendi

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