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MORUZZO: GIORNATA DELLA MEMORIA Giornata della Memoria. Murale in ricordo dei morti nei campi di concentramento nazisti.
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MORUZZO: GIORNATA DELLA MEMORIA

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Con l’inaugurazione dell’opera murale dell’artista Valentina Azzini è iniziata nel Municipio di Moruzzo (UD), il 27 gennaio, la commemorazione, nella Giornata della Memoria, dei concittadini morti nei campi di concentramento nazisti.

E’ stata la lettura di un articolo di Konrad, Le Train Fantôme, dell’ottobre 2017, dedicato al partigiano Guido Palmino, nato a Moruzzo nel 1889 e morto a Dachau in condizioni atroci l’1 febbraio 1945, che ha ispirato l’evento. Racconta il nipote Guy Scarpetta, autore di Guido (Paris, Gallimand, 2014), che il friulano combattente contro il fascismo portò nel 1929 tutta la famiglia in Francia e continuò nel nuovo paese, come tanti altri emigrati italiani, la lotta che aveva iniziato in Italia contro il regime di Mussolini. Prenderà la tessera del partito comunista. Durante la seconda guerra mondiale Angelina, la moglie, aiuterà bambini ebrei, i figli parteciperanno attivamente alla resistenza; Luigi Longo, il futuro segretario del PCI, gli consiglierà di continuare la sua attività, servirà da copertura. Guido fu arrestato il 17 dicembre 1942 e imprigionato nel campo di Vernet, nella Francia del Sud-Ovest.

Alla toccante cerimonia, Miriam, cugina di Scarpetta (non è potuto intervenire perché impegnato in un incontro sulla tragica storia di Guido con gli studenti delle scuole superiori di Bordeaux) legge una sua comunicazione. “Guido Palmino era friulano, di quella stirpe di muratori friulani ampiamente riconosciuti in Francia, dove molti si stabilirono. Era un Italiano la cui cronaca famigliare racconta che sapeva recitare a memoria intere parti della Divina Commedia. Divenne francese, attaccato ai valori della Rivoluzione Francese”.

Guido lasciò il campo di Vernet il 3 luglio 1944, poi a Tolosa fu stipato assieme ad altri settecento deportati nei carri bestiame di quel terribile treno fantasma che impiegò due mesi prima di raggiungere Dachau, dove all’inizio dell’anno successivo morì. Nel treno fantasma si trovò tra «combattenti della resistenza di ogni provenienza, Italiani come lui, repubblicani Spagnoli, partigiani Ebrei venuti dalla Polonia e dall’Est Europa. Tutti condividevano la convinzione che la libertà non ha patria. Tutti erano uniti dal comune desiderio di lottare contro il nazismo, per sconfiggerlo».

A ricordare Giovanni Ferrari, partigiano osovano, deportato e morto nel campo di sterminio di Buchenwald, è il figlio Mario, un altro concittadino di Moruzzo. «Non l’ho mai conosciuto, avevo tre mesi quando il 12 luglio 1944 si presentarono a casa nostra un tedesco e un repubblichino…Alla mia richiesta di conoscere il nome del repubblichino mia madre rispondeva che dovevamo andare avanti senza odi e rancori. Non mi ha mai fatto il suo nome. Perdonava tutti mia madre, anche questa persona che lei ha visto e mi ha sempre negato il suo nome fino alla sua morte».

Arrestato a causa di una delazione, venne incarcerato a Udine, in Via Spalato, poi deportato nel lager di Buchenwald, in Germania, dove dal 21 novembre 1944 non si ebbero più notizie di lui, la sua sorte è ignota.

Chiude una memorabile Giornata della Memoria la conferenza della prof.ssa Nunin su L’attualità dei principi fondamentali: la salute nella Costituzione, con una riflessione sull’eredità dopo le tragedie della guerra. Il diritto alla salute dell’art. 32 della Costituzione è un diritto sostanziale, la Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo “e’ un diritto che vale erga omnes, non solo per i cittadini Italiani, ma anche per gli stranieri, è un diritto della persona, non solo un diritto del cittadino”. Vale anche per gli stranieri non regolarmente presenti nel territorio nazionale che hanno diritto a prestazioni che risultino urgenti.

Giuliano Prandini

In copertina: Giornata della Memoria. Murale in ricordo dei morti nei campi di concentramento nazisti.

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