Cimitero di Borisovskoye a Mosca, 4 giugno 2025. Una ventina di persone, parenti e sostenitori, controllati e filmati dalle forze di polizia, si raccolgono attorno alla tomba di Alexey Navalny. Quel giorno avrebbe compiuto quarantanove anni.
Quattro anni prima Navalny era stato avvelenato in Siberia con il novichok , lo stesso agente chimico con cui erano stati avvelenati in Inghilterra Sergei and Yulia Skripal nel 2018.
Dopo le cure in Germania, il 17 gennaio 2021 decide di rientrare a Mosca, dirà di voler ritornare per cambiare il paese. Viene subito arrestato.
Navalny inizia a scrivere la sua auto biografia “Patriot. La mia storia” (Milano, Mondadori, 2024, pp 501) poco dopo l’attentato in Siberia, alcuni capitoli sono stati scritti in carcere.
Tra i maggiori oppositori di Putin e del governo, nel febbraio 2011 aveva definito Russia Unita, il partito al governo, “il partito della corruzione…il partito dei delinquenti e dei ladri”. E all’accusa di nazionalismo e di aver partecipato alla Marcia Russa ricorda che per combattere un regime autoritario è necessaria una grande coalizione.
Nel settembre 2011 aveva registrato la Fondazione Anti-corruzione con lo scopo di indagare i casi di corruzione di politici, oligarchi, funzionari e rendere pubblici i rapporti.
Denuncia che alla cerimonia di nozze il portavoce del presidente, Dmitrij Peskov, indossava un orologio di 620.000 dollari; il lussuosissimo palazzo a Gelendzhik sul mar Nero è “a disposizione” di Putin; il procuratore generale Jurij Čajka ha legami con la criminalità organizzata; Dmitrij Medvedev, presidente dal 2008, utilizzando organizzazioni benefiche, acquista case di lusso, yacht, tenute, vigneti anche in Toscana.
Navalny viene arrestato numerose volte, privato della libertà per il suo pacifico attivismo politico e per aver difeso il diritto alla libertà di espressione.
Viene mandato agli arresti domiciliari, subisce intimidazioni, aggressioni, gli viene impedito di partecipare alle elezioni, viene accusato di furto e di appropriazione indebita di fondi: è la “giustizia al telefono”. Sarà tenuto a lungo in isolamento punitivo (shizo) , ad esempio perché il primo bottone della tuta era slacciato.
Nel 2021 la Fondazione Anti-corruzione viene marchiata come “estremista” e Navalny nell’agosto 2023 viene condannato a diciannove anni in una dura colonia penale a “regime speciale” e trasferito in un carcere oltre il circolo polare artico.
Il 16 febbraio 2024 viene ucciso.
Nel 2021 gli era stato conferito il premio Sacharov del Parlamento europeo presieduto da David Sassoli che nel discorso introduttivo ne aveva elogiato il coraggio.
Nei giorni scorsi Artyom Kriger e altri tre giornalisti sono stati condannati a cinque anni e sei mesi con l’accusa di “estremismo” per aver partecipato alla Fondazione di Navalny e Leonid Volkov, ex-presidente della Fondazione, è stato condannato in absentia a diciotto anni.
La Fondazione Anti-corruzione non si è fatta intimidire da questi arresti e con altre organizzazioni non governative ha lanciato una campagna il 12 giugno 2025 in difesa dei prigionieri politici in Russia e un concerto in ricordo di Navalny si terrà a Berlino il 28 giugno.
Giuliano Prandini